Lettera aperta alle istituzioni comunali: Le lapidi vanno rimesse al loro posto

Come  sezioni ANPI Nicola Grosa e ANPI Eusebio Giambone, abbiamo inviato una lettera aperta alle istituzioni comunali perché non si passi un altro 25 Aprile senza le lapidi in piazza Castello e in Piazza Carlo Alberto. Lapidi mancanti dal 2019 per riparazione. 

Di seguito la lettera aperta:


Lettera aperta alla Sindaca del Comune di Torino e, per conoscenza, agli uffici Patrimonio e Toponomastica e alle Commissioni competenti in Consiglio Comunale.

Gentili Signore e Signori,
in qualità di presidenti delle sezioni 1 “Eusebio Giambone” e 8 “Nicola Grosa” dell’A.N.P.I. di Torino, vorremmo chiedere conto di una situazione ormai insostenibile riguardante due lapidi di Partigiani caduti durante la Liberazione della città, “cadute” a loro volta ormai due anni fa.

Un breve riepilogo dei fatti: nel mese di giugno del 2019 ci veniva segnalata da nostri iscritti la “caduta” di due lapidi nello stesso isolato tra piazza Castello e piazza Carlo Alberto e, più precisamente, quella di Guerrino Veronese in piazza Castello angolo via Accademia delle Scienze e quella di Andrea Piumatti in via Battisti angolo via Carlo Alberto.

Prontamente segnalavamo la cosa all’Ufficio Toponomastica del Comune (che ci veniva indicato come responsabile delle lapidi) che ci comunicava di esserne già al corrente ed essersi già attivato per la sostituzione.  Seguiva, nell’autunno, uno scambio di telefonate con l’Ufficio per seguire l’itinere della questione, fino ad avere assicurazione che le due lapidi erano già pronte e dovevano “solo” essere installate.

Con l’inizio del 2020 chiedevamo a che punto fosse l’avanzamento dei lavori e ci veniva candidamente confessato che le lapidi erano sì pronte, ma che la ditta incaricata non le aveva installate a causa di un contenzioso con il Comune.
Vana ogni nostra ripetuta insistenza.

Nel frattempo, a fine ottobre 2020, alcuni articoli su La Stampa e la Repubblica riproponevano la “scomparsa” delle due lapidi su segnalazione di un ex-consigliere regionale che supponeva (erroneamente) fossero state divelte dai black blok che avevano messo a ferro e fuoco il centro cittadino in quei giorni.
Anche a questa sollecitazione il Comune e gli uffici competenti non davano alcun seguito.

Riteniamo indegno di una città Medaglia d’Oro della Resistenza che le lapidi di due caduti nella Guerra di Liberazione giacciano inutili nei magazzini della ditta incaricata lasciando due “occhi” vuoti nelle mura che le avevano orgogliosamente ospitate per decenni.

Chiediamo quindi che il Comune, nelle persone della sua Prima Cittadina e degli organi competenti, si attivi al più presto per por fine a questa vergogna evitando che passi un altro 25 Aprile senza ricordo.

Restiamo in attesa di un Vostro riscontro.

 

Per la Sezione 1 “Eusebio Giambone”
la presidentessa Laura Marchiaro
Per la Sezione 8 “Nicola Grosa”
il presidente Raffaele Scassellati

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