Enzo Barnabà

Il 10 e l’11 di aprile avremo il piacere di ospitare Enzo Barnabà.

Mercoledì 10 aprile alle 18:00 alla Libreria Claudiana
Giovedì 11 aprile alle 18:00 alla Biblioteca Ginzburg 

Leggi la locandina per tutti i dettagli

Enzo Barnaba’, siciliano residente a Grimaldi, ultimo paese italiano prima del confine. Il suo nome apre molte porte fra l’Italia  e la Francia, anche per i migranti. Grande affabulatore, ma anche ascoltatore attento e curioso, sempre pronto a tenere viva la memoria di quando i migranti eravamo noi.

Guerriero e pacifista, pronto a lavorare su un sentiero di montagna per proteggere la vita o di indicare la via di chi “passa” e non sa.

“Piuttosto che di migranti che chiedono una coperta per ripararsi dal freddo o di case isolate in cui, sfondata la porta, essi bivaccano per una o più notti, voglio riferire un episodio occorsomi qualche tempo fa. Ero davanti alla porta di casa quando, dal sentiero che sale su verso il paese vedo arrivare tre giovani di colore (due ragazzi e una ragazza) che fanno cenno di voler parlarmi. Hanno una ventina d’anni e sono probabilmente eritrei. Li aspetto. Quando sono vicini, uno dei ragazzi mi dice “church, church” e, per farmi meglio capire, giungendo le mani, fa per inginocchiarsi. Gli faccio cenno che ho capito e gli indico la direzione della chiesetta del paese che si trova a un centinaio di metri. Mi ringraziano chinando il capo e si avviano in quella direzione.

Chissà quante volte – dico tra me e me – attraversando il Sahara o il Mediterraneo su incerti barconi, avranno fatto quanto si accingono a fare. Successivamente, non li ho più visti passare. Probabilmente hanno continuato il loro cammino prendendo il sentiero che si inerpica verso il Passo della Morte, quello che io ho ribattezzato “Sentiero della Speranza” poiché da più di un secolo viene percorso da chi spera di trovare al di là della frontiera una vita migliore: antifascisti, ebrei, migranti economici di ogni nazionalità. A decine si contano i decessi di chi ha sbagliato strada ed è precipitato dalle falesie che guardano il mare. L’ultimo italiano, un giovane panettiere di Bagno a Ripoli vi è morto nel 1960. Si chiamava Mario Trambusti”.

Tratto da L’incontro news 

I suoi libri

Consigliamo la lettura di questa intervista su Simposio italiano 

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