Grande anniversario, grande serata.

Una grande festa per il 77° compleanno dell’A.N.P.I. organizzata dalla sezione “Nicola Grosa” alla Casa Garibaldi, domenica 13 giugno.

Il piccolo ritardo rispetto alla data ufficiale del 6 giugno è dovuto alla ricerca della migliore organizzazione e delle migliori condizioni atmosferiche. E infatti, malgrado la temperatura elevata, abbiamo evitato i temporali, fruendo così dello spazio aperto davanti al “Garibaldi”. E il numeroso pubblico ci ha dato ragione.

Dopo i saluti del nostro presidente Raffaele Scassellati, la presidente onoraria dell’Associazione Culturale Russkij Mir, Anna Roberti, ci ha parlato dei partigiani sovietici che hanno combattuto in Italia e del contributo proprio di Nicola Grosa alla conservazione della loro memoria.

Purtroppo, per motivi di salute, è mancata la partecipazione della partigiana Gisella Giambone a cui vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione e quelli per il suo novantesimo compleanno, che avremmo voluto festeggiare insieme.
Ma non mancherà occasione.

È seguita l’apprezzatissima “merenda sinoira”, l’antenata abbondante e piemontese dell’apericena, preparata e servita dal magnifico staff della Casa Garibaldi, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per la qualità e la cura, malgrado la sovrapposizione di eventi diversi.

Perla della serata è stato lo spettacolo finale di Giorgio Olmoti e Tiberio Ferracane che, in parole e musica, hanno saputo affascinare il pubblico con una profondità davvero inusuale.
Davvero non è facile raccontare la Resistenza in maniera intensa, ma lieve, catturare l’attenzione con un’alternanza di canzoni e racconti di grande caratura, in un crescendo di intensità ed emozione.

Sulla bravura e professionalità di Giorgio e Tiberio non avevamo dubbi, ma la spontaneità con cui ce l’hanno dimostrato è la conferma che la Cultura (quella vera, con la C maiuscola) nelle mani giuste può davvero essere intrattenimento di alto livello.
Un caloroso grazie da tutti noi!

E grazie, naturalmente, a tutti coloro che hanno partecipato, premiando l’idea e il lavoro organizzativo di questi eventi, finalmente e nuovamente in presenza.
A tutti i presenti abbiamo regalato il manifesto dei QRcode (qui il link) che abbiamo applicato accanto alle lapidi di cui ci occupiamo che è stato apprezzato e “testato”, con nostra grande soddisfazione.

Grazie e viva l’A.N.P.I.!

 

Il Tomato è resistente

Il Tomato Backpackers Hotel, uno dei luoghi più accoglienti di San Salvario e di Torino, ha riaperto dopo aver resistito alla pandemia per la felicità dei suoi ospiti e non solo.

Da oggi il Tomato è ancora più resistente con il nostro manifesto sulle lapidi. Seguite il suo esempio, il manifesto ve lo portiamo noi.

Grazie Tommaso!

 

Non morirò mai del tutto, il nostro saluto a Guglielmo Epifani

Nel suo ultimo intervento a Montecitorio Guglielmo Epifani ricordò Massimo D’Antona citando ciò che è riportato sulla lapide che lo commemora: “Non morirò mai del tutto”.

Non morirai mai del tutto, grazie per il tuo impegno per i lavoratori e la democrazia.

La sezione ANPI Nicola Grosa è vicina alla famiglia di Guglielmo Epifani e alla comunità politica di Articolo 1.

Gisella Giambone: una vita in salita.

Gisella Giambone è nata nel 1931 in Francia, dove il padre Eusebio Giambone, antifascista ed esponente di spicco del movimento operaio torinese, ha dovuto rifugiarsi per poter continuare a lottare.

E da qui in avanti parte una vita in salita, costellata di grandi responsabilità e grandi sofferenze, ma sempre reagendo con energia e serenità, combattendo contro le ingiustizie e per la libertà.
Sembrano frasi retoriche, ma la biografia di Gisella è davvero una intensa pagina della storia italiana.
Dall’esilio al confino, dalla
fucilazione del padre partigiano a quella stessa lotta combattuta in prima persona, lei giovanissima irriducibile, alle battaglie per i diritti civili nei decenni successivi.

Gisella Giambone sarà presente alla Festa dell’A.N.P.I. che la sezione “Nicola Grosa” terrà al Circolo Garibaldi domenica 13 giugno e ci racconterà, con la sua abituale pacatezza, di questi novant’anni di impegno sociale.

Guardate la sua intervista sul bel sito NoiPartigiani.it che trovate qui

o leggete quella rilasciata a Piera Egidi Bouchard qui

e, soprattutto, rileggete la lettera che suo padre le scrisse prima di morire:

Cara Gisella,

quando leggerai queste righe il tuo papà non sarà più. Il tuo papà che ti ha tanto amata malgrado i suoi bruschi modi e la sua grossa voce che in verità non ti ha mai spaventata. Il tuo papà è stato condannato a morte per le sue idee di Giustizia e di Eguaglianza. Oggi sei troppo piccola per comprendere perfettamente queste cose, ma quando sarai più grande sarai orgogliosa di tuo padre e lo amerai ancora di più, se lo puoi, perché so già che lo ami tanto.

Non piangere, cara Gisellina, asciuga i tuoi occhi, tesoro mio, consola tua mamma da vera donnina che sei.

Per me la vita è finita, per te incomincia, la vita vale di essere vissuta quando si ha un ideale quando si vive onestamente, quando si ha l’ambizione di essere non solo utili a sé stessi ma a tutta l’Umanità.

Tuo papà ti ha sempre insegnato a fare bene e fino ad ora sei stata una brava bambina, devi essere maggiormente brava oggi per aiutare tua mamma ad essere coraggiosa, dovrai essere brava domani per seguire le ultime raccomandazioni di papà.

Studia di buona lena come hai fatto finora per crearti un avvenire.

Un giorno sarai sposa e mamma, allora ricordati delle raccomandazioni di tuo papà e soprattutto dell’esempio di tua mamma. Studia non solo, per il tuo avvenire ma per essere anche più utile nella società, se un giorno i mezzi non permetteranno di continuare gli studi e dovrai cercarti un lavoro, ricordati che si può studiare ancora ed arrivare ai sommi gradi della cultura pur lavorando.

Mentre ti scrivo ti vedo solo nell’aspetto migliore, non vedo i tuoi difetti ma solo le tue qualità perché ti amo tanto: ma non ingannarti perché anche tu hai i tuoi difetti come tutte le bambine (ed anche i grandi), ma saprai fare in modo di divenire sempre migliore, ed è questo il modo migliore di onorare la memoria del tuo papà.

Tu sei giovane, devi vivere e crescere e se è bene che pensi sovente al tuo papà, devi pensarci senza lasciarti sopraffare dal dolore, sei piccola, devi svagarti e divertirti come lo vuole la tua età e non solo piangere.

Devi far coraggio alla mamma, curarla e scuoterla se è demoralizzata. Sii brava, sempre, ama sempre la mamma che lo merita tanto. Il tuo papà ti ha amata immensamente ti abbraccia ed il suo pensiero sarà fino alla fine per te e mamma

Il tuo papà”

(da “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”)

Ci sono stelle che brilleranno per sempre

Grazie Carla Fracci

“Sono stata la prima ad andare tra la gente. Ballavo ovunque. Nelle piazze, nelle scuole, sotto ai tendoni. Da Carpi a Catania, da Lorenteggio a Reggio Emilia. Sono stata figlia di un tranviere e di una operaia della Innocenti: andavo a cercare la gente, volevo che tutti conoscessero il balletto.”

Carla Fracci – Festa dell’Unità del 2011 a Torino

 

Due bandiere per la pace

“Si fermi il frastuono delle armi. Non si costruisce la pace distruggendo l’altro” Papa Francesco.

La nostra sezione non può che accogliere l’appello di Gad Lerner: “Affianchiamo la protesta contro i guerrafondai le bandiere di Israele e Palestina”. Appello che potete che potete leggere sotto per intero. 

La nostra sezione non può che accoglierlo, sottoscriverlo e invitare forze politiche, associazioni realtà religiose e cittadini a farlo.  L’appello è coerente con il nostro lavoro di facilitatore di incontri tra le diverse realtà religiose del quartiere San Salvario e il mondo laico: noi che abbiamo “accompagnato” l’imam in sinagoga e il rabbino in moschea;  che abbiamo offerto la Costituzione in arabo in moschea; che abbiamo riunito nelle piazze del quartiere, nelle biblioteche, nella casa del quartiere rappresentanti della Chiesa Valdese, della Moschea, del mondo ebraico e della Chiesa Cattolica. 

Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina va oltre una guerra tra stati, è ormai odio etnico e religioso, è caccia all’uomo. Scrive Gad Lerner: “Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa.” Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina è contagioso, questo contagio va fermato perché potrebbe avvelenare anche luoghi come il nostro quartiere. 

Dobbiamo riprendere tutte le iniziative che ci vedano di nuovo tutti insieme. A cominciare da questa: “Due bandiere per la pace”.

Per aderire basta commentare sotto il post.


L’articolo appello di Gad Lerner

AFFIANCHIAMO NELLA PROTESTA CONTRO I GUERRAFONDAI LE BANDIERE D’ISRAELE E PALESTINA

Osserviamo costernati le manifestazioni in cui viene bruciata la bandiera israeliana e anche tanti giovani immigrati di seconda generazione gridano in arabo “yahoud kalabna”, “gli ebrei sono i nostri cani”. A loro la memoria della Shoah dice poco o nulla, al cospetto delle sofferenze dei palestinesi. Anche a causa di quelle immagini la paura di criticare Israele ci paralizza, soprattutto mentre piovono razzi sulle sue città. Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa. Come la notte del 22 aprile scorso, quando squadristi dell’estrema destra a Gerusalemme assalivano per strada i loro concittadini palestinesi al grido “mavet laaravim”, “morte agli arabi”, provocando 105 feriti, per vendicarsi della diffusione di un video in cui un ebreo ortodosso veniva sopraffatto e umiliato. Oggi che la guerra infuria non solo ai confini d’Israele ma nel cuore delle città-miste, rendendole invivibili, la minoranza che laggiù si sforza di praticare l’alternativa di una pace fra uguali viene accusata di tradimento. Gli estremisti che chiedono l’”ebraicizzazione” e perfino l’esodo forzato degli arabi, hanno già i numeri per condizionare gli equilibri di governo. E gettano benzina sul fuoco per contare sempre di più. Ormai mi sono abituato a sopportare questa accusa di tradimento, estesa peraltro a tanti israeliani che la pensano come me. Ma credo sia giunto il momento che i democratici italiani, proprio perché preoccupati per la sicurezza presente e futura dello Stato d’Israele, imparino a esprimergli a voce alta le critiche sussurrate lontano dai riflettori. Da veri amici. Si facciano promotori di manifestazioni contro i guerrafondai in cui possano sfilare una accanto all’altra le bandiere d’Israele e della Palestina. Senza pericolo di venir bruciate.

 

Il patrocinio e l’Himalaya

Collaborare con le istituzioni condividendo le nostre iniziative è uno degli obiettivi della nostra sezione, lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Questo a prescindere da chi le governa.

A volte però è complicato, tortuoso, faticoso, dispersivo, barocco ed inutile.

Per questo noi difficilmente chiederemo patrocini in futuro, ci limiteremo ad informare delle nostre iniziative rendendole disponibili a quelle istituzioni che volessero “adottarle”.

Non c’è nessuna polemica nella lettera che sul tema abbiamo inviato alla sindaca, all’assessore e al presidente della circoscrizione. Al limite un po’ di leggera ironia, consentitecelo.

Noi crediamo che le procedure debbano cambiare, crediamo che se un’iniziativa fa bene alla comunità debbano essere le istituzioni a chiedere di partecipare. 

La lettera la scriviamo anche per condividerla con le altre realtà associative che si trovano a scalare l’Himalaya.

Buon Primo Maggio

Di seguito la nostra lettera


Gentile sindaca,

il progetto Qr code che abbiamo realizzato come ANPI sezione Nicola Grosa siamo convinti sia un servizio alla comunità, al territorio e alla città tutta.

Il nostro scopo era ed è quello di rendere nota la storia che sta dietro a ciò che è inciso sulle lapidi dedicate ai martiri della Resistenza.  Uno scopo che stiamo raggiungendo, lo dimostrano la riconoscenza e l’apprezzamento dei cittadini e delle cittadine.

La nostra intenzione era, ed è ancora, quella di condividere con le istituzioni questa nostra iniziativa; purtroppo raggiungere questo scopo è come scalare una cima dell’Himalaya. E poiché Reinhold Messner non è ancora iscritto alla nostra sezione, raggiungere la vetta scalando moduli da compilare è un’impresa per la quale non siamo attrezzati.

Pertanto come sezione ANPI noi mettiamo a vostra disposizione il nostro lavoro, manifesto compreso. Se ritenete siete autorizzati a farne uso, non chiedeteci solo di compilare moduli al limite chiedeteci il patrocinio, è sufficiente una mail.

Cogliamo l’occasione per ringraziare la segreteria del presidente Davide Ricca per la pazienza ed il supporto.

Distinti e fraterni saluti

Raffaele Scassellati
Presidente ANPI Nicola Grosa 

Il manifesto è a vostra disposizione

Il manifesto che racconta il nostro Progetto QR code che riporta tutte le lapidi dedicate alle vittime del nazifascismo è a disposizione di chi ce lo chiederà.

Potrete stamparlo e pubblicarlo, inserire il logo della vostra associazione o ente istituzionale, vi chiediamo solo di indicarci gli scopi delle vostre iniziative scrivendo a anpi.circ8@gmail.com.

La vostra iniziativa la racconteremo anche sul nostro sito e con piacere daremo il nostro patrocinio. 

Il progetto è stato raccontato dal TG regionale del Piemonte, qui il link dove potete vedere il servizio di Maura Fassio.

 

Lettera aperta alle istituzioni comunali: Le lapidi vanno rimesse al loro posto

Come  sezioni ANPI Nicola Grosa e ANPI Eusebio Giambone, abbiamo inviato una lettera aperta alle istituzioni comunali perché non si passi un altro 25 Aprile senza le lapidi in piazza Castello e in Piazza Carlo Alberto. Lapidi mancanti dal 2019 per riparazione. 

Di seguito la lettera aperta:


Lettera aperta alla Sindaca del Comune di Torino e, per conoscenza, agli uffici Patrimonio e Toponomastica e alle Commissioni competenti in Consiglio Comunale.

Gentili Signore e Signori,
in qualità di presidenti delle sezioni 1 “Eusebio Giambone” e 8 “Nicola Grosa” dell’A.N.P.I. di Torino, vorremmo chiedere conto di una situazione ormai insostenibile riguardante due lapidi di Partigiani caduti durante la Liberazione della città, “cadute” a loro volta ormai due anni fa.

Un breve riepilogo dei fatti: nel mese di giugno del 2019 ci veniva segnalata da nostri iscritti la “caduta” di due lapidi nello stesso isolato tra piazza Castello e piazza Carlo Alberto e, più precisamente, quella di Guerrino Veronese in piazza Castello angolo via Accademia delle Scienze e quella di Andrea Piumatti in via Battisti angolo via Carlo Alberto.

Prontamente segnalavamo la cosa all’Ufficio Toponomastica del Comune (che ci veniva indicato come responsabile delle lapidi) che ci comunicava di esserne già al corrente ed essersi già attivato per la sostituzione.  Seguiva, nell’autunno, uno scambio di telefonate con l’Ufficio per seguire l’itinere della questione, fino ad avere assicurazione che le due lapidi erano già pronte e dovevano “solo” essere installate.

Con l’inizio del 2020 chiedevamo a che punto fosse l’avanzamento dei lavori e ci veniva candidamente confessato che le lapidi erano sì pronte, ma che la ditta incaricata non le aveva installate a causa di un contenzioso con il Comune.
Vana ogni nostra ripetuta insistenza.

Nel frattempo, a fine ottobre 2020, alcuni articoli su La Stampa e la Repubblica riproponevano la “scomparsa” delle due lapidi su segnalazione di un ex-consigliere regionale che supponeva (erroneamente) fossero state divelte dai black blok che avevano messo a ferro e fuoco il centro cittadino in quei giorni.
Anche a questa sollecitazione il Comune e gli uffici competenti non davano alcun seguito.

Riteniamo indegno di una città Medaglia d’Oro della Resistenza che le lapidi di due caduti nella Guerra di Liberazione giacciano inutili nei magazzini della ditta incaricata lasciando due “occhi” vuoti nelle mura che le avevano orgogliosamente ospitate per decenni.

Chiediamo quindi che il Comune, nelle persone della sua Prima Cittadina e degli organi competenti, si attivi al più presto per por fine a questa vergogna evitando che passi un altro 25 Aprile senza ricordo.

Restiamo in attesa di un Vostro riscontro.

 

Per la Sezione 1 “Eusebio Giambone”
la presidentessa Laura Marchiaro
Per la Sezione 8 “Nicola Grosa”
il presidente Raffaele Scassellati