Finire in bellezza!

Bella, molto bella l’esperienza fatta oggi con il liceo Alfieri.
Con la IV ginnasio Gamma, accompagnata dalla professoressa Elisabetta Valfrè e dal professor Maurizio Riva, abbiamo fatto una “escursione” tra le lapidi e i luoghi della Resistenza intorno al liceo.

Toccando molti argomenti, dai circoli operai ai cecchini, dalle vittime involontarie al sacrificio cosciente, abbiamo fatto un percorso che dall’ora prevista ne ha impegnate quasi due, con domande molto interessanti e grande attenzione da parte delle allieve e degli allievi, anche su argomenti di cui, purtroppo, spesso non si arriva a parlare perché in finale di programma.

Il nostro obiettivo era quello di contestualizzare e attualizzare il periodo storico, facendo i debiti agganci con l’attualità mondiale, e crediamo, a sentire i commenti di allievi e docenti, di esserci riusciti.

Bellissima e commovente, l’idea delle ragazze e dei ragazzi di portare dei fiori da aggiungere sulle lapidi (che ci ricorda come ancora molte non abbiano un portafiori…).
Apprezzati i QRcode che abbiamo applicato nei mesi scorsi e anche la deviazione sulle pietre d’inciampo di corso Dante.

Una mattinata davvero di grande soddisfazione per questa prima puntata del nostro Progetto Scuole. Prepariamo le successive!

Ancora un grande e sincero grazie alla vice preside Caterina Gargano, alla professoressa Elisabetta Valfrè e al professor Maurizio Riva per aver permesso tutto questo e posto le basi per le future iniziative, che potrebbero essere davvero tante, vista l’attenzione e la curiosità degli allievi.

Noi intanto faremo i “compiti delle vacanze”…

2 pensieri su “Finire in bellezza!

  1. La scuola è finita, la mente è più libera. In una tiepida giornata di sole, le lapidi sui muri della città che riportano nomi e date di nascita e di morte sono illuminate. Dopo pochi passi ci fermiamo per leggerli. Vediamo nomi di uomini, incisi sul muro che dà sulla strada in cui sono stati uccisi. L’8 settembre 1943 avevano scelto d’essere partigiani e lottare per la libertà dell’Italia combattendo contro un nemico feroce, insinuato ovunque. Accanto agli uomini, c’erano le donne, instancabili, coraggiose e silenziose nel proprio lavoro. Fra i nomi sulle lapidi, compaiono anche quelli di bambini innocenti, a cui non era stato concesso abbastanza tempo per leggere uno dei tanti volantini del Partito d’Azione gettati in strada, perché erano morti prima. Senza spingerci troppo lontano dalla nostra scuola, sui muri e sui marciapiedi della nostra città, leggiamo la fragile realtà di Torino ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Ascoltare il racconto della vita degli uomini i cui nomi sono riportati sulla lapidi è servito, seppur per un breve momento, ad immaginarli vivi, in movimento: esseri umani con una casa, un lavoro, degli ideali, una storia, e non solo nomi incisi. Accanto alle lapidi, abbiamo posato dei fiori perché a volte si dimentica in fretta. La storia passata è ormai già scritta e non può essere cambiata, ma ci ha insegnato che quella futura, se non dimenticheremo, potrà essere migliore.

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