Due campagne dell’ANPI per il conflitto in Palestina ed Israele

L’ANPI nazionale ha lanciato due campagne

Un ospedale per Gaza – raccolta fondi

La situazione drammatica a Gaza dove quasi tutto è stato distrutto, dagli ospedali alle abitazione alle scuole, rende necessaria e urgente una raccolta fondi a sostegno dell’attività di Emergency a Gaza.

Il sostegno è finalizzato all’apertura di una clinica dove curare i palestinesi feriti o ammalati.

Qui trovate il link dove effettuare la donazione

https://insieme.emergency.it/participant/anpi-per-gaza

Con la chiusura del tesseramento prevista per metà novembre anche la nostra sezione farà la sua parte e naturalmente informeremo.

Due popoli due stati (campagna di sensibilizzazione politica)

E’ la campagna che, sempre a proposito della drammatica situazione in Israele e Palestina, richiede allo stato italiano il riconoscimento formale dello stato della Palestina.

La campagna è rivolta soprattutto ai sindaci e ai consigli comunale affinché approvino ordini del giorno che chiedono di andare verso il riconoscimento dello stato della Palestina. 

Firenze e altri comuni della Toscana hanno già discusso e approvato gli ordini del giorno che potete leggere qui

Noi crediamo che servirebbe anche una mobilitazione finalizzata al supporto di chi, da entrambe le parti, sta lottando e rischiando per una pace giusta. 

A loro va il nostro appoggio totale e affettuoso: ci vuole ragione e ci vuole cuore per farlo.

Questa la ragione per cui vi invitiamo a visitare il sito di Parent Circle, un organizzazione che raggruppa oltre 700 famiglie (palestinesi ed israeliane) che,  nonostante abbiamo perso un familiare durante questi anni di conflitti dichiarati e non, si battono per la libertà, la democrazia e la pace per entrambi i popoli.

Presto o tardi la pace tornerà in quella regione ed è da persone come i membri di Parent Circle che occorrerà ripartire.

Perchè tra Hamas e Netanayau deve esserci una terza via da scegliere e loro ce la indicano.

Sullo stesso argomento vi invitiamo ad ascoltare l’intervista all’artista militante Noa.

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