Petizione a sostegno delle donne Afghane
La nostra sezione aderisce alla petizione lanciata dal CISDA (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane) il 10 dicembre scorso in occasione della Giornata mondiale dei Diritti umani.
Invitiamo tutte e tutti a farlo sul sito del CISDA a questo link, lo si può fare come singoli individui e come realtà associative.
Riportiamo dal sito di CISDA
La situazione attuale
Il Regime fondamentalista dei talebani è responsabile della soppressione dei più elementari diritti umani della popolazione civile, in particolare delle donne e degli individui LGBTQI+, frutto del deliberato proposito di tradurre in sistema di governo un’idea fondamentalista che ha come principale obiettivo l’annientamento sistematico e istituzionale delle donne come traduzione pratica della legge divina (sharia).
L’Afghanistan è il Paese che rappresenta il caso più emblematico di “apartheid di genere” anche se non è il solo. L’autodeterminazione della donna vede drammatiche limitazioni ovunque nel mondo, anche nel mondo occidentale. La promozione del valore della laicità è l’argine più efficace ai fondamentalismi come indicano le organizzazioni progressiste, democratiche e antifondamentaliste anche in Afghanistan.
Cosa chiede la petizione (dal sito CISDA):
La Campagna STOP FONDAMENTALISMI – STOP APARTHEID DI GENERE si pone ambiziosi, ma fondamentali obiettivi:
1 Si riconosca l’Apartheid di Genere come crimine contro l’umanità (al pari dell’apartheid di razza) all’interno dei Trattati internazionali, perché attualmente non esiste come tale e si riconosca il fatto che tale crimine viene applicato sistematicamente e istituzionalmente in Afghanistan.
2 Vengano attivate sin da subito azioni di condanna da parte della comunità internazionale. Azioni necessarie per non legittimare i fondamentalisti che continuano a violare i diritti umani delle donne e gli obblighi legali internazionali dell’Afghanistan. Vogliamo che:
- le Nazioni Unite non diano riconoscimento, né giuridico né di fatto, al regime;
- venga messo al bando il fondamentalismo talebanocon provvedimenti urgenti;
- si impediscano finanziamenti al regime talebano e rifornimenti militarida parte di Paesi amici;
- si estromettano i rappresentanti del regime da incontri della diplomazia internazionale e dalle riunioni delle Nazioni Unite e si applichino puntualmente le limitazioni totali di viaggio ai suoi esponenti come già previste dalle sanzioni anti-terrorismo.
In questo ambito si chiede al governo italiano di sostenere l’azione presa da:
- Australia, Canada, Germania e Paesi Bassi, e sostenuta da altri 22 stati, di deferimento dell’Afghanistan alla Corte di Giustizia Internazionaleper violazioni della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW), di cui l’Afghanistan è firmatario.
- Cile, Costa Rica, Spagna, Francia, Lussemburgo e Messico di deferimento dell’Afghanistan per ulteriori indagini alla Corte Penale Internazionale sulle continue violazioni dei diritti delle donne compiute dai talebani.
3 Chiediamo inoltre che:
- vengano sostenute in Afghanistan le forze antifondamentaliste e democratichenon compromesse con i precedenti governi e i partiti fondamentalisti.
- alle esponenti politiche e agli esponenti politici dei precedenti governi afghani, rappresentanti di una classe politica corrotta, non venga riconosciuta alcuna rappresentanza politica.









Importante iniziativa a sostegno delle donne afghane!
La memoria della lotta per la Liberazione e’ naturalmente collegata alle lotte di oggi per la liberta’, la dignita’ umana e la pace.
Come non essere d’accirdo