Lettera a Pagliarulo sul “caso” D’Orsi
Caro Presidente Pagliarulo,
Ti scrivo a titolo personale, mettendo in copia il presidente provinciale Nino Boeti e il comitato della sezione ANPI Nicola Grosa di cui ho l’onore e il privilegio di essere presidente, sulla questione Angelo D’Orsi e la presunta censura dopo aver letto la tua dichiarazione in merito e che allego.
Lo faccio mentre personalmente e con la sezione ANPI Nicola Grosa ci stiamo battendo con le altre comunità del nostro quartiere per la liberazione dell’imam Mohamed Shahin. E’ questa sì che è una cosa molto seria.
Forse saprai che la nostra è una sezione molto attiva su più fronti e ha nella Costituzione e nello Statuto ANPI il riferimento valoriale che ci guida.
Ma eccoti le mie riflessioni sulle tue dichiarazioni.
Caro presidente la censura sul sito della Treccani è descritta così:
CENSURA
Diritto Limitazione della libertà civile di espressione del pensiero, disposta per la tutela di un interesse pubblico e attuata mediante l’esame, da parte di un’autorità, di scritti o giornali da stamparsi, di manifesti o avvisi da affiggere in pubblico, di opere teatrali o pellicole da rappresentare, di siti Internet, con lo scopo di permetterne o vietarne la pubblicazione, l’affissione, la rappresentazione.
Quindi, e con il supporto della Treccani, ti chiedo: ti pare il caso di, per la seconda volta, di gridare alla censura perchè annullano gli eventi del professor Angelo D’Orsi?
Ma ti pare che Angelo D’Orsi non pubblichi articoli, libri, partecipi a dibattiti (senza contraddittorio naturalmente e guarda caso).
Non ti pare, diciamo così, un pochino autoritario (per non dire peggio) obbligare un ente o un associazione a negare o meno una sala all’esimio professore.
Ti cito: Pertini disse “Non condivido la tua opinione, ma sarò pronto a dare la vita perché tu possa esprimerla liberamente”. A ben pensarci il diritto alla libera espressione del pensiero non è solo un principio costituzionale, è anche il senso profondo dei rapporti sociali in una comunità democratica.
Appunto, quindi è anche diritto di chi gestisce sale di non concederla o di una associazione di sflilarsi dopo aver approfondito (vedi ANPPIA). Non potessero farlo sarebbe ciò che noi combattiamo: fascismo. O Putinismo, scegli tu.
Detto questo noi lo inviteremmo D’Orsi, però ad un contraddittorio e non ad una chiacchierata tra amici. Per quanto noti siano.
Un caro e fraterno saluto
Augusto Montaruli
Aderisce e condivide il Comitato di sezione della Nicola Grosa








