Aggiornamento sull’Iran

Riceviamo e pubblichiamo una aggiornamento sulla Resitenza in Iran da Yoosef Lesani. Yoosef  è un oppositore del regime iraniano esule a Torino dove lavora come farmacista. E’ membro del movimento Associazione Iran libero e Democratico.

Briefing della situazione iraniana  

La domenica 28 dicembre scorso i commercianti di alcune zone del bazar di Teheran hanno chiuso dei negozi e sono scesi in sciopero. Queste proteste sono nate in risposta all’aumento vertiginoso del tasso di cambio, alla stagnazione del mercato, svalutazione della monta nazionale (Rial) e l’inflazione galoppante. Le manifestazioni si sono estese alle altre aree commerciali della città di Teheran e velocemente si è dilagato nelle strade abbracciando gli studenti universitari e cittadini comuni che contestavano contro il caro vita, povertà diffusa e ampia corruzione istituzionalizzata che si è trasformata in una vera e propria sollevazione nazionale di carattere politico, effettivamente le  rivolte popolari avvenute nell’arco degli anni di governo dei mullah, hanno mostrato una natura omogenea e caratteristiche comuni: si trattava infatti di movimenti a forte contenuto politico, accomunati dall’obiettivo di rovesciare la tirannia e instaurare una repubblica democratica.

Dopo una settimana dall’inizio della rivolta popolare con slogan che mirano direttamente alla sovranità clericale e alle forze repressive, ormai su scala nazionale (108 città), nonostante le violente repressioni imposte dalla massiccia presenza delle forze di sicurezza e pasdaran, si intensificano le contestazioni e gli scontri frontali tra giovai e le forze repressive, finora diciotto manifestanti uccisi di cui un adolescente 15 enne e molti arresti.

Coloro che  perseguono esclusivamente i propri interessi geopolitici e geoeconomici incluso il regime iraniano che insiste nella sua permanenza al potere politico, promuovono alternative fittizie come la restaurazione monarchica con l’obiettivo di distogliere l’opinione pubblica, alimentare dubbi e delegittimare la vera alternativa democratica. I mezzi di informazione a loro collegati contribuiscono a diffondere tale narrativa. Essi simulano un’opposizione al regime iraniano, ma in realtà fungono da strumenti al suo servizio, con lo scopo di soffocare le fiamme della rivolta. Nel frattempo, durante le manifestazioni, il popolo proclama con chiarezza: “No alla dittatura monarchica – no alla dittatura religiosa; né lo scià né mullah – democrazia e giustizia; libertà libertà – si può  si deve.  

La questione centrale dell’Iran resta l’affermazione della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia: valori fondamentali che, nel corso degli anni, sono stati sistematicamente negati e calpestati da una ferocia teocrazia al potere politico, attraverso repressione, torture ed esecuzioni. Sono gli stessi diritti per cui il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) guidato da Signora Maryam Rajavi conduce da oltre quattro decenni una sistematica lotta organizzata e determinata, pagando un prezzo estremamente elevato. Oggi migliaia delle sue unità della resistenza hanno un ruolo di guida nella rivolta.

Ciò che oggi si vede nelle strade e nelle piazze dell’Iran nasce dalle rivolte precedenti e da oltre quarant’anni di sacrifici degli uomini e delle donne della Resistenza, che hanno scelto la piazza come ultimo spazio di autodifesa e come campo per riconquistare un Paese sequestrato dalla dittatura teocratica che è responsabile di 2206 esecuzioni solo nel 2025.  

La speranza di oggi risiede nell’esistenza di un’alternativa credibile e affidabile, nata da una risposta e da un’esigenza storica. Essa si fonda su principi democratici e su un programma preciso, articolato nel piano in 10 punti di Maryam Rajavi (Presidente eletta del CNRI), che propone l’instaurazione di una Repubblica democratica e laica, basata sulla separazione tra Stato e religione, sull’uguaglianza e sulla giustizia. Un’alternativa capace di avviare la democrazia in Iran e di garantire pace, stabilità nella regione e una convivenza pacifica con il resto del mondo.

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