EVA MAMELI CALVINO

Eva Mameli nacque a Sassari, il 12 febbraio 1886, da una famiglia colta e illuminata che, riconosciute le sue doti intellettuali, non la indirizzò verso scuole “femminili” o studi umanistici, ma le consentì di frequentare l’istituto tecnico scientifico di Cagliari
In seguito, nel 1905, Eva conseguì la licenza in Matematica presso la Regia Università di Cagliari.
A 19 anni lasciò la Sardegna e seguì il fratello Efisio, docente di chimica all’università di Pavia per completare il percorso universitario a Pavia.
Si laureò, a 21 anni, nel 1907, in Scienze Naturali, tra le prime donne del Regno d’Italia.
Negli anni successivi fu assistente all’Istituto di botanica di Pavia, mentre preparava i concorsi per l’insegnamento alla scuola media.
Fu la prima donna ad ottenere la libera docenza in Botanica nel 1915.
Ma erano gli anni della Grande Guerra e l’impegno civile prevalse, così prestò servizio come crocerossina negli ospedali militari e fu insignita di una medaglia d’argento e una di bronzo.
Un cambiamento radicale nella sua vita fu l’incontro con Mario Calvino, agronomo sanremese, direttore all’epoca della Stazione sperimentale agronomica di Santiago di Las Vegas a Cuba.
Egli stava cercando qualcuno che collaborasse con studi teorici ai suoi esperimenti sul campo e, viste le capacità di Eva come genetista e botanica, le propose di collaborare con lui a Cuba.
Da quel momento strinsero un sodalizio esistenziale e intellettuale, preziosissimo ad entrambi.
Si sposarono e partirono insieme per Cuba
Dal 1920 al 1925 Eva fu direttrice del Dipartimento di botanica della Stazione sperimentale di agricoltura a Cuba e si occupò di catalogare e di raccogliere i dati di piante industriali.
A Cuba nacque il 15 ottobre del 1923 il figlio Italo.
Rientrati in Italia nel 1925, i coniugi Calvino si stabilirono a Sanremo città natale di Mario, dove fondarono la prima Stazione sperimentale di Floricultura con lo scopo di coltivare e acclimatare piante tropicali.
Perduti i fondi per costruire la stazione, misero a disposizione un piano della loro residenza privata, Villa Meridiana, e il giardino che divenne un laboratorio a cielo aperto.
Nel 1926 Eva vinse un concorso a Cagliari, diventando la prima docente di Botanica della Regia Università d’Italia e divenne anche Direttrice dell’Orto Botanico che arricchì con piante rare della vegetazione sarda.
In seguito alla nascita del secondogenito Floriano, nel 1927, fu costretta a dare la dimissioni dal suo incarico universitario, così a lungo inseguito.
Tornata a Sanremo lavorò presso la Stazione sperimentale e, nel 1930 fondò con il marito la Società italiana Amici dei Fiori per diffondere la floricoltura e anche la rivista “Il giardino fiorito” con una rubrica in cui rispondevano entrambi ai quesiti dei lettori.
Convinta antifascista nascose durante la seconda guerra mondiale ebrei e partigiani e per ben due volte si trovò ad assistere alla finta fucilazione del marito a scopo di intimidazione per avere informazioni sulla brigata di partigiani di cui i figli, Italo e Floriano, facevano parte.
Dopo la morte di Mario, avvenuta nel 1951, diventò direttrice della Stazione sperimentale. Morì a Sanremo a 92 anni nel 1978.
Villa Meridiana ormai non esiste più, come il giardino che la circondava; tutto è stato demolito per lasciare il posto ad una moderna urbanizzazione.
Questo piccolo giardino cittadino vuole oggi ricordare una grande donna, una scienziata, una naturalista, impegnata nella diffusione del sapere e nella lotta antifascista.
BIBLIOGRAFIA
Elena Accati, Fiori in famiglia (storia e storie di Eva Mameli Calvino), Editoriale Scienza srl, Firenze, 2011
AA Vari Donne di fiori da cui Eva Mameli Calvino di Caterina Gromis di Trana Ed ERTA Bobbio (Pc) 2017
Elena Macellari, Eva Mameli Calvino, Alienoeditrice, Perugia, 2010
Elena Macellari, Le signore della Botanica, Aboca S.p.A. Sansepolcro (Ar), 2017
Tito Schiva, Mario Calvino, un rivoluzionario tra le piante,Ace International Editore di Flortecnica,1997
Maria Cristina Secci Eva Mameli Calvino: gli anni cubani, Franco Angeli Ed, Milano 2017
ASSOCIAZIONE DONNE PER LA DIFESA DELLA SOCIETA’ CIVILE
In collaborazione con la sezione ANPI “NICOLA GROSA” TORINO








