Solidarietà e vicinanza ad Abdullahi Ahmend
Crediamo sia sufficiente fare un copia e incolla di quanto ha scritto su Facebook Abdullahi Ahmend per esprimergli piena solidarietà ed abbracciarlo.
Abdullahi Ahmed, oltre ad essere nostro iscritto, è consigliere comunale a Torino e sta lavorando da anni alla convivenza e al rispetto reciproco a prescindere dal colore della pelle, dalla origine e dalla fede religiosa.
Ne servirebbero di più di persone come lui.
Un abbraccio e la nostra piena solidarietà. Siamo e stiamo con te.
Il post di Abdullahi Ahmed e di seguito alcune “perle razziste”
In questi anni di mandato in Consiglio Comunale ho affrontato dibattiti accesi, confronti duri e visioni opposte. È il sale della democrazia e ho sempre accettato la critica politica con rispetto.
Tuttavia, c’è un dato che fa riflettere: tra le centinaia di insulti che ho ricevuto negli ultimi giorni, non ce n’è uno che riguardi il mio operato.
Il bersaglio non è quello che faccio, ma quello che sono: il colore della mia pelle, la mia fede religiosa e le mie origini. Quando mancano gli argomenti, l’unico rifugio resta il fango del razzismo e dell’islamofobia che purtroppo non colpiscono solo me ma un’intera comunità.
Oggi sono stato in Questura per depositare una denuncia verso gli autori dei commenti più gravi. Perché sì, l’odio non è un’opinione ma un REATO. Stare in silenzio rende accettabile scrivere e leggere commenti come quelli nel post.
Ho deciso di dire basta.
Quelli che leggete nelle slide non sono “sfoghi”: sono incitamento all’odio e alla morte. Sono l’abisso di chi vorrebbe riportarci ai tempi bui della storia o spedirci via su un “conteneir” (scritto pure male).
Quelli che leggete nelle slide non sono “sfoghi”: sono incitamento all’odio e alla morte. Sono l’abisso di chi vorrebbe riportarci ai tempi bui della storia o spedirci via su un “conteneir” (scritto pure male).
Grazie a chi sceglie ogni giorno la civiltà e il rispetto.









