Lettera agli iscritti e ai simpatizzanti del nuovo presidente

Dopo essere stato eletto presidente della sezione ANPI Nicola Grosa ho scritto che il mio ruolo lo andrò ad interpretare un po’ alla Raffaele Scassellati  e un po’ a modo mio. Ho scritto che sarò un presidente “mediano”, come quello della canzone: un portatore di palla che gioca a tutto campo. E’ ciò che meglio mi riesce di fare.
Insieme a me ci sarà una squadra e i ruoli saranno tutti coperti. Lavorerò però affinché la panchina sia lunga, cercherò giovani promesse da far scendere in campo. Dobbiamo affrontare tutte le competizioni partendo da un presupposto, l’ANPI non è solo testimonianza: l’ANPI è una realtà presente nel territorio e con il territorio deve interagire, collaborare, proporre.
Il territorio non è un’idea astratta: è scuole, associazioni, partiti, istituzioni politiche e religiose, realtà commerciali e produttive.
E noi ne facciamo parte.
Dobbiamo semplicemente continuare il lavoro che ereditiamo da Raffaele Scassellati. 

Ma non basta, occorre fare anche altro.

La nostra è una sezione molto attiva: molte sono state le iniziative e alcune hanno avuto grande risalto, gli iscritti sono quasi 200 (donne e uomini in numero praticamente uguale) e crescono ogni anno.
L’età media è alta però, mancano i giovani e i giovanissimi.
E questo è un problema. 

Per gli adulti la tessera ANPI è storia personale, appartenenza, quasi un dovere. I giovani e i giovanissimi non hanno ancora una storia personale, salvo ricordi familiari.
E noi dei giovani abbiamo estremo bisogno.
A me piacerebbe molto, me lo pongo come obiettivo, che a succedermi possa essere una o un trentenne. 

Allora che fare? Io credo che dobbiamo fare in modo che i giovani dei nostri quartieri, delle nostre scuole diventino protagonisti.
Devono passare dall’ascoltare le storie al raccontarle; dal ricevere un’idea al proporla. 

Questo deve essere l’obiettivo prioritario del mio mandato.

La partecipazione

Come scrivevo sopra siamo soddisfatti del numero degli iscritti e delle iscritte, non siamo soddisfatti della partecipazione. Il congresso che si è concluso ha visto una scarsa presenza di iscritti, questo nonostante tutti ci dicano che la nostra è una bella e attiva sezione.

Serve militanza.
Va bene la tessera per appartenenza, servono anche le tessere militanti. Su questo c’è molto da fare. Io credo ci siano gli spazi per migliorare.

Sono tempi di scarse affluenze alle urne, ma la colpa non è mai (quasi mai) degli elettori, o degli iscritti nel nostro caso.
Qualcosa è successo in questi anni ed occorre ragionarci su con l’urgenza del caso.

Auguratemi buon lavoro e datemi una mano.

Augusto M.

Resoconto del congresso di sezione 2021

Si apre la lunga stagione congressuale che porterà, da qui a febbraio prossimo, a rinnovare le dirigenze dell’A.N.P.I. nazionale, provinciale e di sezione.
Il presidente uscente, Raffaele Scassellati, si è portato avanti e ha convocato il congresso della nostra sezione sabato 23 e domenica 24 ottobre, ospiti del cinema Ambrosio, grazie alla cortese amicizia di Sergio Troiano e del suo staff.

Due mattinate intense, iniziate sabato con il saluto della segretaria del circolo PD di San Salvario Adriana Carpenzano, del segretario della sezione otto di Articolo Uno Marco Cetini, della presidente dell’Agenzia di Sviluppo di San Salvario Giovanna Solimando e della presidente del concistoro valdese di Torino Patrizia Mathieu. Quindi si è proseguito con l’elezione del presidente del Congresso nella persona di Emilio Delmastro, non nuovo in questo ruolo.
È seguita la relazione del presidente uscente sui suoi due mandati, dieci anni di intensa attività: i rapporti stretti con l’associazionismo e con le quattro comunità religiose, i continui interventi a supporto dei rifugiati, i dialoghi con realtà diverse e disagiate, le iniziative come “A passo di Resistenza” per coinvolgere giovani e scuole del quartiere, l’indimenticabile concerto di Gian Maria Testa, con Gian Carlo Caselli al Tempio Valdese, per aiutare il Museo della Resistenza in difficoltà, la pubblicazione e la distribuzione della Costituzione Italiana tradotta in arabo presso la Moschea di San Salvario, la continua e assidua cura per le lapidi dei Partigiani del quartiere (e del Centro e Crocetta), culminata con l’ultima iniziativa dell’applicazione dei QrCode alle nostre lapidi con la prospettiva di allargarla a tutta la città e non solo…

Qui potete leggere l’intervento completo di Raffaele Scassellati.

Si è dato quindi inizio al dibattito.

Il tema principale era il Documento congressuale della direzione nazionale e ha subito preso la parola Augusto Montaruli che ha proposto un emendamento al testo proponendo la creazione di un Osservatorio della Costituzione nazionale che monitori la reale applicazione della Carta nata dalla Resistenza.
Ha poi anche proposto la creazione di iniziative nel quartiere per sottolineare l’appoggio di associazioni e realtà commerciali alle attività dell’A.N.P.I. e la proposta della commemorazione del centenario di Beppe Fenoglio il prossimo anno.

Rosanna Barello ha proposto l’istituzione di una tessera per i giovani tra i 14 e i 26 anni a un prezzo simbolico.

Massimo Pizzoglio ha sottolineato come debba partire l’impulso da parte delle direzioni provinciale e nazionale all’adeguamento tecnologico delle sezioni ai mezzi di comunicazione correnti, spingendo anche molte sezioni a una maggior collaborazione e interscambio di esperienze.  Ha insistito anche sul maggior impegno che dovrebbero avere gli associati.

Federica Tammarazio ha rimarcato l’importanza della narrazione dei contenuti che sottendono le lapidi dei caduti proponendo di riprendere il progetto “Dal monumentale ai quartieri” ideato da AFC Cimiteri di Torino con ANPI, ANED e ISTORETO nel 2015 e proseguire quanto realizzato, con una mappatura delle persone sepolte al Campo della Gloria abbinando al luogo di sepoltura l’indicazione topografica della lapide commemorativa in città.

Ha aggiunto, inoltre, che “sarebbe di grande valore proporre momenti dedicati al ricordo e alla diffusione dei valori di costruzione della memoria civile  di cui Nicola Grosa è stato fautore.”

Raffaele Scassellati ha ricordato inoltre come sia importante mantenere la vigilanza sul futuro di Pian del Lot e della caserma di via Asti, questioni tuttora irrisolte da parte dell’amministrazione comunale, e ha proposto anche di organizzare iniziative a favore delle donne afghane.

Su queste mozioni e sull’emendamento la Commissione Politica ha espresso parere favorevole ed sono stati votati dall’aula all’unanimità.

Qui potete leggere il documento della commissione politica con gli emendamenti e le mozioni.

Si conclude così la prima mattinata congressuale.

La domenica continua il dibattito e si aggiungono gli interventi del presidente della Comunità Ebraica, Dario Disegni, che ricorda la continua collaborazione con la nostra sezione e l’importanza di mantenere alta la guardia nei confronti dei continui rigurgiti di neofascismo e del deputato Andrea Giorgis, che ha sottolineato il grande impegno e la costante collaborazione di Raffaele Scassellati in così tante iniziative, anche a livello nazionale.

Si è quindi proceduto alle candidature per il prossimo comitato e per i delegati al congresso provinciale di gennaio.
E si è votato.

Sono stati eletti (in ordine alfabetico): Rosanna Barello, Carlo Bassi, Simona Guida, Hassan Khorzon, Augusto Montaruli, Paola Parmentola, Massimo Pizzoglio e Federica Tammarazio , tutti all’unanimità.

Per il Congresso provinciale sono stati delegati: Augusto Montaruli, Massimo Pizzoglio, Raffaele Scassellati e Federica Tammarazio.

A questo punto Carlo Bassi e Massimo Pizzoglio hanno proposto di creare una carica non prevista in regolamento, cioè di designare Raffaele Scassellati Presidente Onorario dell’A.N.P.I Nicola Grosa, proposta che è stata accettata a furor di popolo, anche dall’osservatore della direzione regionale, Francesco Salinas.

Si è quindi riunita, in separata sede, la neoeletta Commissione (composta da quattro donne e quattro uomini) che ha a sua volta eletto il nuovo presidente Augusto Montaruli, con i vicepresidenti Rosanna Barello e Hassan Khorzon e il tesoriere Carlo Bassi.

E così si è concluso il nostro congresso, con l’unico rammarico di una partecipazione un po’ scarsa di soci, ma questa è un’altra storia che ci porterà a riflettere.