La politica gentile: Daniele Viotti ci racconta David Sassoli

Auspicando che una scelta “gentile” guidi l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica abbiamo chiesto a Daniele Viotti, già parlamentare europeo, di raccontarci la politica gentile di David Sassoli. 
Grazie Daniele per la tua testimonianza e … gentilezza.


Negli articoli e nei necrologi scritti in questi due giorni su David Sassoli e nei ricordi, i miei compresi, di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo avrete notato come ricorra costantemente un aggettivo per descriverlo: gentile. David Sassoli era una persona gentile.
Ve lo posso assicurare, tutte le parole di affetto che avete letto sono nella stragrande parte parole sincere. Perché David era veramente gentile.
Normalmente alcune categorie del carattere umano e personale dovrebbero prescindere dal giudizio storico e politico che si dà di un uomo politico che viene a mancare. Si dovrebbe avere la capacità di astrarre dai modi personali per valutare l’arco dell’azione politica della personalità che si vuole ricordare, ma nel caso di David Sassoli è più complicato perché quel tratto, su cui in tanti insistiamo, non era solo una modalità di intrattenere le relazioni ma era la base del fare politica del Presidente del Parlamento Europeo.
David Sassoli era risoluto, pratico, talvolta duro, sempre ancorato ai suoi profondi valori, ostinato nel volere una integrazione europea nuova e più solidale, maniacalmente attento alle fasce di popolazione più deboli e dimenticate. David Sassoli era tutto questo ma era anche gentile, e non perché sorrideva spesso ma perché non gli piaceva la politica muscolare delle contrapposizioni continue, perché pensava che si dovessero ascoltare (non accogliere, ma ascoltare) quanti presentano posizioni diverse.
David Sassoli era gentile anche quando, come spesso capita, gli toccava prendere decisioni che avrebbero potuto portare dispiaceri e allora si preoccupava anzitutto di spiegare, di far comprendere, di accogliere anche quanti avevano da dolersi.
Chi, come me, ha avuto il privilegio di condividere un pezzo di strada con David ha imparato che c’è un altro modo di fare politica. Il suo.

Daniele Viotti

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