Il Manifesto delle librerie… Resistenti
Manifesto delle librerie
La libertà non è uno slogan. È il fondamento di una civiltà degna di questo nome. Libertà di pensare, di scegliere, di creare. Libertà di leggere. È su questo principio che si fondano le librerie di prossimità e tutta la filiera editoriale che resiste con loro.
Resiste, sì. Perché di resistenza si tratta.
Contro una cultura omologata, addomesticata.
Contro un sistema che premia solo i grandi numeri e dimentica il valore.
Contro chi ci ignora, mentre afferma – a parole – di voler promuovere la lettura.
Noi non siamo solo negozi.
Siamo presidi culturali, luoghi vivi di incontro, ascolto e pensiero critico.
Siamo custodi della bibliodiversità.
Siamo parte attiva della comunità.
Ma siamo fragili.
Subiamo l’impatto di scelte politiche ed economiche che ci soffocano:
il calo del potere d’acquisto, la desertificazione commerciale, l’impennata dei costi fissi.
E, insieme a tutto questo, il disinteresse generale per la lettura in un Paese che investe sempre meno in cultura.
Sono giornate di eventi, saloni e conferenze stampa e nessuno ci nomina.
Non vogliamo più essere invisibili.
Chiediamo investimenti strutturali, sostegni concreti, snellimento della burocrazia.
Chiediamo di entrare nelle reti culturali insieme a scuole, biblioteche, enti locali, fondazioni.
Chiediamo che tutte le librerie, soprattutto quelle nei territori più fragili, abbiano le stesse opportunità.
Non parlate di noi solo quando chiudiamo.
Parlatene ora!
Parlatene quando promuoviamo autori esordienti.
Quando costruiamo eventi, presentazioni, progetti con le scuole.
Quando aiutiamo le persone a orientarsi nel mare di parole e a scegliere con consapevolezza.
Perché una libreria è uno spazio di libertà.
E chi difende la libertà non deve essere lasciato solo.








Le librerie sono baluardo di cultura e di memoria sosteniamole