Con gli studenti e le studentesse dell’Einstein
La nostra sezione condivide il comunicato dell’ANPI Provinciale che esprime solidarietà agli studenti e alla studentesse del Liceo Einstein vittime di una provocazione fascista e condanna l’uso “sproporzionato” della forza pubblica.
Mettere le manette ad un sedicenne oltre a ricordare i regimi sudamericani degli anni settanta mette in ridicolo, basta vedere l’immagine dell’arresto, le forze di polizia.
Noi lasciamo a loro, agli studenti e alle studentesse, il racconto dell’episodio che riportiamo per intero di seguito e che ha una chiusura perfetta: L’Istituto “Einstein” afferma con chiarezza da che parte stare: dalla parte della democrazia, della Costituzione e contro ogni forma di violenza e neofascismo.
Comunicato studentesco – 27/10/25 – 5C
Noi studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Einstein”, in particolare della classe 5C della sede di Via Bologna, intendiamo riportare i fatti accaduti in data odierna, lunedì 27 ottobre 2025, presso la nostra sede scolastica.
Questa mattina, prima dell’ingresso in classe, si sono presentati 3 sostenitori del partito neofascista “Gioventù Nazionale” , scortati da 2 camionette della polizia e da diversi agenti della Digos. Come studenti dell’Einstein, abbiamo deciso di non accettare volantini propagandistici che promuovevano contenuti contrari alla cosiddetta “cultura maranza” e ai principi costituzionali.
Pur riconoscendo l’errore di aver inizialmente ostacolato l’azione di volantinaggio, abbiamo ritenuto moralmente doveroso intervenire: difendere i valori antifascisti è un dovere civico e costituzionale.
Riteniamo inaccettabile che la nostra reazione abbia generato episodi di violenza da parte della polizia e molestie da parte di alcuni componenti di “Gioventù Nazionale”. Ancor prima dell’intervento della Polizia, infatti, alcune studentesse sono state vittime di aggressioni fisiche e molestie illecite, in particolar modo palpeggiamenti. Le ragazze in questione affermano di essere state picchiate, prese a calci e molestate dopo essersi rifiutate di prendere i volantini. Ci teniamo a precisare che le studentesse hanno riportato segni fisici evidenti, tra cui lividi sulle gambe, a conferma della violenza subita. Le ragazze coinvolte hanno deciso di procedere per vie legali. Tale decisione è maturata a fronte della mancanza di riscontro da parte della Dirigenza Scolastica e della Vicepresidenza, le quali, pur messe al corrente dell’accaduto e del loro stato emotivo visibilmente alterato non hanno fornito alcun supporto legale, morale o psicologico.
Successivamente, a seguito di una contestazione spontanea da parte degli studenti e ad alcuni spintoni da entrambe le parti, la polizia è intervenuta con modalità che riteniamo sproporzionate, spintonando gli studenti e utilizzando i manganelli per disperdere il gruppo e cercare di ristabilire l’ordine.
Tra gli studenti, uno -peraltro minorenne- è stato prelevato senza un reale motivo, ammanettato e portato in questura, per poi essere rilasciato dopo alcune ore.
Troviamo inaccettabile e incomprensibile che ideologie e movimenti apertamente anti costituzionali vengano difesi e scortati dalle forze dell’ordine, mentre l’espressione del dissenso politico e le attività di volantinaggio promosse dagli studenti all’interno degli spazi scolastici siano di fatto rese impossibili da una serie di innumerevoli autorizzazioni che la maggior parte delle volte non vengono concesse.
Allo stesso modo, riteniamo scandaloso e deludente il comportamento di una parte del corpo docenti e della dirigenza, che non è intervenuta per tutelare la sicurezza degli studenti in una situazione chiaramente pericolosa. La Dirigenza ha semplicemente pubblicato sui propri canali social un comunicato in cui si è dichiarata contraria a ogni forma di violenza. Di fatto, però, non è stato intrapreso alcun intervento concreto per affrontare quanto accaduto, se non da parte di pochissimi docenti che hanno scelto di esporsi con solidarietà dalla parte degli studenti.
La scuola dovrebbe essere un luogo sicuro per l’insegnamento e l’istruzione, dove gli insegnanti dovrebbero avere il diritto e il dovere di tutelare la nostra sicurezza impedendo che si verifichino atti violenti come quello accaduto oggi. Non riteniamo normale andare a scuola con la paura che si verifichino questi episodi, sapendo di non essere tutelati in alcun modo da parte delle istituzioni.
Nelle scuole, inoltre, crediamo che non debba esserci alcuna limitazione alla possibilità di esprimere il nostro dissenso politico: ogni voce deve essere ascoltata e rispettata.
In risposta a questi gravi accadimenti, abbiamo deciso di mobilitarci in data odierna, promuovendo un’assemblea straordinaria e bloccando le attività didattiche. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare l’intera comunità scolastica sull’accaduto e riaffermare con forza i valori di democrazia, antifascismo e partecipazione.
Ringraziamo i docenti che hanno scelto di prendere parte all’assemblea in segno di solidarietà e supporto. L’Istituto “Einstein” afferma con chiarezza da che parte stare: dalla parte della democrazia, della Costituzione e contro ogni forma di violenza e neofascismo.
5c Einstein







