Ucraina, un dovere resistente

Sono passati quattro anni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin.
Una guerra sporca e ingiusta.
Pensavamo che i conflitti nell’Europa del 2000 si risolvessero con l’ostinazione della Pace e non con i bombardamenti e con l’uccisione dei civili. 

E pensavano che la pace non venisse ostacolata da personaggi come Orban che, oltre ad essere un fedele alleato di Putin, è un ostacolo a quell’idea di Europa realmente unita che vorremmo.

La nostra sezione, se non la prima tra le prime, fin da subito si è adoperata dando un contributo alla missione di Rainbow for Africa.
In seguito ha promosso iniziative con le realtà ucraine a Torino.
Non solo, abbiamo fatto in modo che ucraini e oppositori russi si incontrassero.
E non è stato semplice farlo.

Abbiamo tra i primi raccontato il dramma dei prigionieri civili ucraini nelle prigioni russe. Di molti non si sa più nulla.

Per noi è un dovere resistente stare dalla parte di chi viene invaso, bombardato e assassinato. 

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