Il discorso di Laura

Laura ha accolto il nostro invito, parlare a nome della Nicola Grosa alla tradizionale cerimonia istituzionale che tutti gli anni si tiene a Cavoretto.

Condividiamo il suo discorso e la ringraziamo davvero di cuore.

Grazie Laura e, come chiudi tu il tuo intervento: Ora e sempre Resistenza!


Cavoretto, 25 Aprile 2025

Buongiorno a tutti, mi chiamo Laura Della Croce e sono una delle rappresentanti d’istituto del Liceo Classico Vittorio Alfieri. L’anno scorso, con la mia classe, in qualità di sezione francofona, ci siamo occupati di tradurre alcune delle lapidi commemorative dei partigiani torinesi, poste in varie zone della città, e al tempo non avrei mai pensato che quella sarebbe stata solo una delle prime collaborazioni con la sezione Anpi “Nicola Grosa”.

Quando il qui presente Augusto Montaruli, presidente di questa sezione, mi ha proposto questo “incarico” (se così possiamo definirlo), ammetto di esser stata piuttosto perplessa: questa perplessità non era tanto dovuta al dover parlare in pubblico o al dovermi esporre in una circostanza così importante, ma bensì alla domanda che mi era stata posta: “Come si sentono i giovani di oggi rispetto alla resistenza”.

Inizialmente ero piuttosto titubante, non ero molto convinta, e a dirla tutta non pensavo che avrei deciso di prender parola, non mi sentivo la persona adatta all’incarico. Ho avuto lunghe discussioni con la mia famiglia, con i miei amici e addirittura con me stessa, ho riflettuto molto sulla questione e nonostante le perplessità e i dubbi iniziali, ho capito che in qualità di studentessa, diciottenne, amica, rappresentante d’istituto, figlia e nipote, spettava proprio a me ricoprire questo ruolo, dovevo avere fiducia in me stessa, come le persone che hanno creduto in me e che mi hanno ritenuta idonea, avere la fortuna di esprimere la propria opinione, al giorno d’oggi non è cosa scontata.

E quindi eccomi qui, a cercare di risolvere questo quesito. Purtroppo non posso dare una risposta concisa a una domanda così vasta: ho la fortuna di conoscere tante persone, ciascuna con dei background familiari molto diversi, e ognuno con il proprio modo di pensare, ed è proprio per questa “ricchezza” di ideologie e valori, che non mi sento di rispondere in modo esclusivo. Tuttavia mi sento di dire che osservando i giovani di oggi mi sembra che, da un lato ci siano gruppi di ragazzi che mandano avanti le sane tradizioni della Resistenza, rinchiudendosi però nei loro ideali e, nonostante i grandi tentativi, sono incapaci di comunicare con i loro coetanei. Dall’altro c’è tutta una schiera, purtroppo vasta, di giovani, fra i quali, mi duole dirlo, trionfa l’indifferenza. Indifferenza nei confronti del passato del proprio paese, indifferenza verso tutti coloro che hanno lottato per dare a noi la vita che loro non hanno mai potuto avere. Sono consapevole di nutrire nei confronti della mia generazione un profondo scetticismo, guardo con occhio pessimista molti dei comportamenti e modi di vivere dei miei coetanei, eppure me ne sto con le mani in mano. A partire da queste considerazioni ho dunque compreso che declinare la proposta di Augusto, avrebbe comportato assecondare lo stesso criterio che io stessa disprezzo nei giovani d’oggi: insicurezza mescolata al disinteresse. Non voglio essere una ipocrita, non concordare con qualcosa e poi comportarmi nello stesso identico modo, non voglio più che sia il mio modo di reagire, e oggi sono qui anche per questo, per fare un piccolo passo in più verso una presa di coscienza, e questo piccolo – grande passo vorrei che potessero farlo quanti più ragazzi possibile.

Oggi il mio vuole essere un grido d’aiuto, per una generazione rovinata dalla tecnologia, insensibile al mondo e inconsapevole del fatto che tutto ciò di cui adesso non si cura, presto sarà sua responsabilità e le sorti di queste, saranno nelle sue mani: aiutateci a mantenere vivi i valori grazie ai quali oggi io posso parlare qui, aiutateci a capire, aiutateci a ricordare e nel caso lo scordassimo ancora, non stancatevi di ripetere insieme a noi:

“Ora e sempre, Resistenza.”

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