Il partigiano nel cassetto
Sarà l’ottantesimo anniversario dal 25 Aprile del 1945, sarà che abbiamo il governo meno antifascista della repubblica, sarà l’invito alla sobrietà ma sta succedendo che ci arrivano ricordi dei genitori o dei nonni partigiani.
Si cerca nei cassetti un ricordo, un attestato, una foto.
E quei ricordi ci vengono mandati.
Aveva iniziato Erica Bosio che ci mandò documenti sul papà Giovanni, ricordi che pubblicammo e che inviammo ad Istoreto e all’ANPI di Pianezza.
Roberto Arnaudo ci invia il certificato da partigiano del nonno Cesare Pittoni che partecipò alla liberazione di Udine.
Paolo Sobrino che ci commuove condividendo con noi (e voi) la poesia – La morte del partigiano – scritta dal papà Giovanni, nome di battaglia Vespa, la poesia che racconta la morte di un suo compagno, un ragazzo, con nome di battaglia Vento, sulle colline dell’astigiano. E accompagna la poesia con questo parole:
“Spero che possa essere utile per i Vostri archivi, per non dimenticare il sacrificio fatto da tanti giovani, che anche con idee diverse, condividevano un ideale comune di libertà.”
Alessando Porro che ci racconta suo nonno con un suo ricordo che potete leggere qui.
Noi ne aspettiamo altri di ricordi, siamo certi che nei cassetti di molte famiglie ce ne siano. Condivideteli, fa bene alla democrazia e alla libertà e, siamo certi, possano essere di stimolo per le nuove generazioni.







La raccolta di ogni forma di testimonianza è importante per mantenere viva ed umana il concetto di Libertà e di cosa si è stati disposti a fare per riconquistarla