Sull’Iran: contributo di Yoosef Lesani

“La principale e legittima lotta in corso da 44 anni in Iran (precisamente dal 20 giugno 1981) è quella del popolo iraniano, insieme al suo movimento di Resistenza democratico (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – CNRI), contro la feroce dittatura teocratica degli Ayatollah.

Abbiamo conosciuto Yoosef Lesani partecipando ad una iniziativa organizzata da International Help nei mesi scorsi. Yoosef Lesani è un oppositore del regime iraniano esule a Torino dove lavora come farmacista. E’ membro del movimento Associazione Iran libero e Democratico.

Yoosef LesaniA Yoosef Lesani, che ringraziamo, abbiamo chiesto un contributo sulla situazione nel suo paese  dopo l’intervento militare USA. Lo abbiamo chiesto perchè riteniamo giusto dare voce e spazio a chi fa ed è Resistenza.


La guerra Iran-Israele – la Terza Via

 Nella notte del venerdì 13 giugno scorso è scoppiata la guerra tra Iran e Israele, con l’operazione Leone Nascente,  un massiccio attacco aereo israeliano su centinaia di obiettivi, tra cui impianti nucleari e siti militari del regime iraniano. Durante l’operazione sono stati eliminati decine di vertici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran). La guerra tra Iran e Israele continua con attacchi intensificati e rivendicazioni contrastanti, nonostante gli incontri di venerdì 20 giugno a Ginevra tra il ministro degli Esteri iraniano e i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito e Unione Europea, che però non hanno prodotto risultati positivi. 

Tuttavia, la principale e legittima lotta in corso da 44 anni in Iran (precisamente dal 20 giugno 1981) è quella del popolo iraniano, insieme al suo movimento di Resistenza democratico (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – CNRI), contro la feroce dittatura teocratica degli Ayatollah. 

Grazie allo spirito coraggioso e alla volontà di un popolo di raggiungere la libertà e la democrazia, che ha rifiutato con determinazione di inchinarsi al fascismo religioso al potere politico, e grazie ai grandi sacrifici della Resistenza iraniana, che ha dimostrato, che non si lotta per il potere politico a qualsiasi costo, ma per la democrazia in Iran a qualsiasi prezzo, pagando un prezzo molto alto (finora circa 120 mila prigionieri politici fucilati o impiccati dai criminali del regime).

In questa crisi che sta consumando il regime iraniano, oggettivamente, esiste una soluzione democratica per superare l’intera autorità dittatoriale. 

  • La guerra non ha mai portato la democrazia da nessuna parte. 
  • Una politica di accondiscendenza con la dittatura teocratica, che è anche il padrino del terrorismo nel Medio Oriente e la culla del fondamentalismo islamico, incoraggia il regime clericale a proseguire con un’ingiustificata e disumana repressione interna, alimenta la crisi e l’instabilità nella regione, e favorisce il terrorismo e la guerra contro i paesi occidentali. Questo scenario accelera anche il processo di arricchimento dell’uranio per dotarsi di una bomba atomica, come garanzia vitale per la sopravvivenza del regime e per imporre la propria egemonia regionale. 

Per oltre due decenni, il CNRI sostiene la Terza Via per il futuro dell’Iran democratico, proposta per la prima volta nel 2004 al Parlamento europeo dalla signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI). Questa proposta si articola in 10 punti fondamentali, tra cui: 

La creazione di una repubblica democratica, laica e pluralista, basata sulla separazione tra religione e Stato; L’uguaglianza di genere; L’autonomia per le minoranze etniche; L’abolizione della pena di morte; Una magistratura indipendente; Un Iran non nucleare, che promuova costantemente la pace e la stabilità in Medio Oriente e favorisca una convivenza pacifica con la comunità internazionale. 

Tale programma prevede l’istituzione di una democrazia autentica e moderna, dove l’attiva e diretta partecipazione di tutti i cittadini avviene attraverso i loro rappresentanti eletti, per formare il futuro governo democratico, che sarà pienamente responsabile nei confronti un’Assemblea Costituente che supervisioni tutte le istituzioni esecutive. Un governo che garantisca gli interessi dei cittadini, in modo che nessuno possa sfruttare il proprio potere per costringerli o intimidirli. Niente monopolio di potere politico. Questo programma, fino ad oggi, ha ottenuto il consenso della maggior parte della politica mondiale, che si distingue da quella di appeasement nei confronti del regime. 

La Terza Via indica il cambio di regime attraverso il popolo e la sua Resistenza organizzata, considerata un diritto sovrano che porterà alla democrazia per l’Iran e alla pace nel mondo intero. 

Le rivolte del popolo iraniano per la libertà, con lo slogan “No, alla dittatura religiosa; No, alla dittatura monarchica; Sì, alla Repubblica democratica”, e il sostegno della sua Resistenza organizzata e dell’Unità di Resistenza all’interno dell’Iran, hanno dimostrato che sono in grado di cambiare il fascismo religioso e instaurare l’autorità popolare. 

Da anni, durante migliaia di conferenze e dibattiti, il CNRI, l’unica alternativa legittima e democratica, nonché antitesi della teocrazia dittatoriale iraniana, ha precisato che: “niente aiuti stranieri, niente soldi”, Basta riconoscere il diritto del popolo iraniano a cambiare il proprio regime. 

Questa legittima proposta è stata ribadita ancora una volta in una conferenza tenutasi mercoledì 18 giugno al Parlamento europeo di Strasburgo, con la partecipazione di signora Maryam Rajavi, Presidente del CNRI, e di europarlamentari.

Inoltre, questa posizione è stata gridata durante due manifestazioni avvenute sabato 21 giugno a Berlino e Stoccolma, con la presenza di migliaia di iraniani, soprattutto giovani.

 

Yoosef Lesani – Associazione Iran libero e Democratico 

 

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