Aggiorniamo sulla vicenda di Mohamed Shahin

La situazione rimane sempre critica nonostante le manifestazione e i comunicati di solidarietà. La nostra sezione ha partecipato alla stesura di un comunicato, che potete leggere di seguito,  redatto da molte associazioni del quartiere e firmato da numerosi cittadini. Comunicato che è stato letto nel corso di una manifestazione in Moschea. Erano presenti, oltre a noi, altre realtà del quartiere e tra gli altri Sergio Velluto e Francesco Sciotto della Comunità Valdese e il parroco di San Pietro e Paolo don Marco Durando, Sara Diena e Abdullahi Ahmed del consiglio comunale.

Chi volesse può sottoscrivere il comunicato recandosi alla Casa del Quartiere di via Morgari 14.

Sono state depositate due interrogazioni parlamentari sul caso, una dal senatore Andrea Giorgis che nel quartiere abita e che conosce bene la comunità islamica di San Salvario e l’altra dal deputato Marco Grimaldi che anche lui conosce bene quella realtà.

Al momento è ancora al CPR di Caltanissetta e c’è un ricorso in atto. Occorre mantenere la calma, esprimere solidarietà e documentare tutte le azioni che Mohamed Shahin e la comunità hanno svolto per e con il quartiere.


Lettera di solidarietà a Mohamed Shahin 

Noi sottoscritti, cittadini, associazioni e rappresentanti di comunità religiose del quartiere di San Salvario e di Torino, esprimiamo la nostra solidarietà a Mohamed Shahin, imam della Moschea Omar Ibn Al Khattab di via Saluzzo. 

Mohamed è parte della nostra comunità da anni. Ha lavorato per il dialogo interreligioso e per la diffusione dei valori della Costituzione italiana nella comunità musulmana. La Moschea ha sempre mantenuto un’apertura verso tutte le comunità, laiche e religiose, ed è stata spazio di progettualità comune. 

Non entriamo nel merito delle affermazioni fatte da Mohamed sul 7 ottobre che, se corrispondono a quanto riportato dai giornali, non condividiamo. Tuttavia, a quanto emerso finora, a Mohamed non è stato imputato alcun reato, ma solo di aver espresso opinioni e partecipato, insieme a molti altri, ad alcune manifestazioni politiche. 

Riteniamo che la libertà di opinione sia un diritto fondamentale che va difeso anche quando non condividiamo le idee espresse. Nessuno può essere espulso dal Paese – peraltro verso un paese dove potrebbe subire discriminazione politica – solo per aver manifestato un pensiero. 

Testimoniamo che Mohamed non rappresenta un pericolo per lo Stato italiano. È un membro attivo della nostra comunità che ha contribuito alla convivenza e al dialogo nel quartiere. La sua espulsione e la separazione dalla sua famiglia ci sembrano misure sproporzionate. 

Per questi motivi chiediamo la sua liberazione e la sospensione del decreto di espulsione. 

Torino, 27 novembre 2025

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