Il Tomato è resistente

Il Tomato Backpackers Hotel, uno dei luoghi più accoglienti di San Salvario e di Torino, ha riaperto dopo aver resistito alla pandemia per la felicità dei suoi ospiti e non solo.

Da oggi il Tomato è ancora più resistente con il nostro manifesto sulle lapidi. Seguite il suo esempio, il manifesto ve lo portiamo noi.

Grazie Tommaso!

 

Due bandiere per la pace

“Si fermi il frastuono delle armi. Non si costruisce la pace distruggendo l’altro” Papa Francesco.

La nostra sezione non può che accogliere l’appello di Gad Lerner: “Affianchiamo la protesta contro i guerrafondai le bandiere di Israele e Palestina”. Appello che potete che potete leggere sotto per intero. 

La nostra sezione non può che accoglierlo, sottoscriverlo e invitare forze politiche, associazioni realtà religiose e cittadini a farlo.  L’appello è coerente con il nostro lavoro di facilitatore di incontri tra le diverse realtà religiose del quartiere San Salvario e il mondo laico: noi che abbiamo “accompagnato” l’imam in sinagoga e il rabbino in moschea;  che abbiamo offerto la Costituzione in arabo in moschea; che abbiamo riunito nelle piazze del quartiere, nelle biblioteche, nella casa del quartiere rappresentanti della Chiesa Valdese, della Moschea, del mondo ebraico e della Chiesa Cattolica. 

Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina va oltre una guerra tra stati, è ormai odio etnico e religioso, è caccia all’uomo. Scrive Gad Lerner: “Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa.” Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina è contagioso, questo contagio va fermato perché potrebbe avvelenare anche luoghi come il nostro quartiere. 

Dobbiamo riprendere tutte le iniziative che ci vedano di nuovo tutti insieme. A cominciare da questa: “Due bandiere per la pace”.

Per aderire basta commentare sotto il post.


L’articolo appello di Gad Lerner

AFFIANCHIAMO NELLA PROTESTA CONTRO I GUERRAFONDAI LE BANDIERE D’ISRAELE E PALESTINA

Osserviamo costernati le manifestazioni in cui viene bruciata la bandiera israeliana e anche tanti giovani immigrati di seconda generazione gridano in arabo “yahoud kalabna”, “gli ebrei sono i nostri cani”. A loro la memoria della Shoah dice poco o nulla, al cospetto delle sofferenze dei palestinesi. Anche a causa di quelle immagini la paura di criticare Israele ci paralizza, soprattutto mentre piovono razzi sulle sue città. Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa. Come la notte del 22 aprile scorso, quando squadristi dell’estrema destra a Gerusalemme assalivano per strada i loro concittadini palestinesi al grido “mavet laaravim”, “morte agli arabi”, provocando 105 feriti, per vendicarsi della diffusione di un video in cui un ebreo ortodosso veniva sopraffatto e umiliato. Oggi che la guerra infuria non solo ai confini d’Israele ma nel cuore delle città-miste, rendendole invivibili, la minoranza che laggiù si sforza di praticare l’alternativa di una pace fra uguali viene accusata di tradimento. Gli estremisti che chiedono l’”ebraicizzazione” e perfino l’esodo forzato degli arabi, hanno già i numeri per condizionare gli equilibri di governo. E gettano benzina sul fuoco per contare sempre di più. Ormai mi sono abituato a sopportare questa accusa di tradimento, estesa peraltro a tanti israeliani che la pensano come me. Ma credo sia giunto il momento che i democratici italiani, proprio perché preoccupati per la sicurezza presente e futura dello Stato d’Israele, imparino a esprimergli a voce alta le critiche sussurrate lontano dai riflettori. Da veri amici. Si facciano promotori di manifestazioni contro i guerrafondai in cui possano sfilare una accanto all’altra le bandiere d’Israele e della Palestina. Senza pericolo di venir bruciate.

 

Il senso del nostro lavoro…

Mentre finivamo di applicare i QRcode alle lapidi della circoscrizione 8, abbiamo avuto una piacevole conversazione con una signora che abita in una casa su cui è affissa una delle lapidi e che ci ha chiesto di portare un saluto alla nipote del partigiano ucciso.
Raffaele Scassellati è da anni in contatto con lei, tesserata nella nostra sezione, e le ha inviato la foto e i saluti della signora.


Questa è la sua risposta:

“Grazie mille per la foto e tutto il meraviglioso lavoro che fate per mantenere vivi ricordi che il tempo tende a svanire – ogni tanto mi chiedo come le nuove generazioni – che non hanno avuto nessun racconto diretto attraverso nonni e genitori – possano immaginare quanto orrore e quanto sacrificio ci siano nella nostra storia. Vivendo all’estero e lavorando in un ambiente internazionale da da più di 30 anni ho avuto occasione di parlare con persone di varie nazionalità scoprendo che c’è gente (laureata) che non sa cosa sia stato il Nazismo…

Graziella è una persona deliziosa con un cuore più grande di lei, il suo sorriso illumina la lapide che per me è sempre motivo di orgoglio, ma anche di tristezza visto che purtroppo il mio nonnino non l’ho potuto conoscere.

Grazie anche per la tessera e il prezioso biglietto di accompagnamento – tra mille difficoltà stiamo preparando il nostro rientro in Italia quindi in futuro sarà più facile conoscerci di persona.

Un saluto affettuoso,
Carla”

Il senso del nostro lavoro è anche questo: mantenere il contatto con le persone qui e ora, parlare con i vivi di oggi dei fatti di un ieri non così distante.
La Storia si scrive sui libri, ma bisogna anche farla arrivare alle persone intorno a noi.

Grazie, Carla e Graziella!

QR Code resistenti

Questo fine settimana inizieremo l’installazione delle placchette Qr code sotto le lapidi dei caduti della Resistenza nei quartieri San Salvario, Borgo Po e Cavoretto.

Il QR code, inquadrandolo con lo smartphone, consente di accedere ad una scheda presente su questo sito con le informazioni relative ai caduti e i link per maggiori approfondimenti (Istoreto, MuseoTorino…).

Quella del QR code è una modalità democratica, accessibile a tutti e gratuita, che consente di essere informati e, nel caso, di approfondire andando sui siti degli enti e dei musei i cui link sono riportati sulla scheda.
Pochi euro di spesa e la buona volontà di chi ha lavorato alle schede e andrà ad installare le placchette.

Il progetto sarà accompagnato da un manifesto che sarà affisso nei quartieri grazie al patrocinio della circoscrizione otto e da un formato A3 che sarà distribuito nelle scuole e nei luoghi di aggregazione. 

Il manifesto, che potete vedere e provare sotto, può essere scaricato qui.

Ringraziamo l’assessorato al patrimonio per l’autorizzazione e per la concessione del patrocinio.

Grazie ad Augusto Montaruli e Massimo Pizzoglio per l’ideazione e la realizzazione del progetto.

 

 

A passo di Resistenza 2013

Nel corso dell’iniziativa “Un tweet per Resistere”, la cronaca la potete leggere su Ottoinforma,  con le studentesse e gli studenti di alcune scuole della nostra circoscrizione è stato presentato, dal nostro presidente Raffaele Scassellati, il programma e gli eventi che caratterizzeranno “A passo di Resistenza 2013”. Programma che potete leggere di seguito o scaricare qui e che vi preghiamo di condividere diffondendo questo post.

Resistenza2013_Manifesto-1