Il voto del 25 settembre e la Costituzione

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Il 25 settembre andremo a votare. La fine anticipata di questa legislatura ci porta alle urne in un mese insolito e in modo inaspettato e con non poche preoccupazioni.

La prossima legislatura per effetto di una riforma costituzionale vedrà ridotto il numero dei parlamentari che passeranno alla camera da 630 a 400 deputati e al senato da 315 a 200 senatori. Andremo a votare con una legge elettorale che non garantisce che tutti i territori siano realmente rappresentati in parlamento.

Inoltre con la riduzione dei parlamentari è molto probabile che una parte politica raggiunga la maggioranza assoluta, questo  consentirebbe alla coalizione vincente di attuare riforme costituzionale di parte, non condivise. E non si tratta di ipotesi ma di promesse elettorali sulle quali insiste una parte politica, queste promesse, tra le altre, sono flat tax e presidenzialismo. 

Sono riforme, flat tax e presidenzialismo, che richiedono modifiche alla Costituzione e, a nostro parere, vanno verso una repubblica autoritaria e fiscalmente ingiusta. Il presidenzialismo privo di contrappesi politici tra le istituzioni rischia di vedere un presidente della repubblica con più poteri e non super partes fil ruolo del parlamento ridimensionato. La riforma del fisco che andrebbe a modificare l’articolo 53 della Costituzione – “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” – sarebbe iniqua e a scapita delle classi più deboli mettendo a rischio i servizi pubblici come la sanità e la scuola.

E ancora la questione migranti, altro “cavallo di battaglia” di una parte politica, che potrebbe portare a modificare l’articolo 10 della Costituzione Italiana il quale prevede che uno straniero al quale nel suo Paese sia impedito di esercitare “le libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana”, ha diritto d’asilo nel territorio italiano, “secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

Queste sono tra le maggiori questioni e preoccupazione che ci poniamo e su cui vi invitiamo a riflettere quando sceglierete come esprimere il vostro voto. 

Noi non diamo e non dobbiamo dare indicazioni di voto per un partito, ma questo non ci vieta, anzi ci obbliga per missione, di esprimere considerazioni e preoccupazioni e ad invitarvi a non disertare le urne.

Buon voto a tutte e tutti.

Il presidente ed il comitato della sezione ANPI Nicola Grosa