ANPI e casapound

“Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera”. Inizia così una nota del Comitato nazionale Anpi a commento delle gravi dichiarazioni da parte di rappresentanti del gruppo neofascista.
“Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza”.
“Vedrà la magistratura -si rileva – se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile”.
“Quanto a coloro – si sottolinea – che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato”.
“Raccomandiamo – conclude infine la nota – alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione”.
Questi avvenimenti dei “fascisti del terzo millenio”, fanno parte della lunga collezione ormai degli episodi intollerabili ma “accettati” dalla gran parte dei media e dalle autorità.
Noi invece che non possiamo accettare queste continue provocazioni (il console Vastani in Giappone, la richiesta di intitolazioni di strade ad Almirante, ecc.) e le continue deliranti uscite dei fascisti, penso che ne abbiamo abbastanza. Non possiamo continuare a difendere questa nostra fragile libertà dal fascismo: chiediamo di chiudere Casa Pound nella nostra Città, nel nostro Quartiere (v. Cellini).
Inizierei a raccogliere le solite firme e poi vediamo cos’altro possiamo metterci insieme, insomma prepariamo un programmino decente di mobilitazione, di vigilanza e di richiesta di chiusura di queste ritrovi.
Attendo vostri commenti.
Colgo l’occasione per salutare per l’ultimna volta Guido Carbi. Un grande partigiano, un grande italiano, un grande Uomo, che noi dell’ANPI abbiamo conosciuto, apprezzato, ammirato ed amato. Addio Guido. (Suggerisco a tutti di andare sul sito dell’ANPI di Condove, dove c’è una interessantissima intervista a Guido)
Cesare Beneventi del direttivo ANPI 8  

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