Strage di Pian del Lot – 2. 4. 1944


Potete ascoltare l’audio della descrizione qui:


La sera del 30 marzo 1944, verso le 20,30 in un’azione gappista venne ucciso il caporale della Flak tedesca Walter Wolhlfahrt, in servizio presso una postazione di artiglieria antiaerea collocata al Pian del Lot, presso il colle della Maddalena, sulla collina torinese.
Tre giorni dopo ebbe luogo, nelle vicinanze della postazione stessa, la più sanguinosa rappresaglia eseguita dai tedeschi in città.
27 detenuti vennero tratti dalle carceri Nuove, fucilati in gruppo e sepolti in una fossa comune. Si trattava non solo di partigiani catturati nel corso dei rastrellamenti che nel mese di marzo avevano investito le valli del Pellice, di Susa e di Lanzo, ma anche di cittadini rastrellati nei paesi attraversati dalle azioni militari di tedeschi e fascisti.
Le modalità efferate dell’eccidio vennero rese note dalla pubblicazione clandestina, diffusa dalla 1ª divisione Garibaldi, di una relazione dovuta ad un testimone, che era tra i prigionieri costretti allo scavo dalla fossa, Giovanni Borca, Oscar, partigiano della 105ª brigata.
Poco dopo la liberazione, il 27 maggio 1945, le salme vennero riesumate e si procedette al difficile riconoscimento e al trasporto al Cimitero generale.
Una prima piccola lapide, che reca ancora i segni dell’incertezza sull’identità di alcuni caduti, venne collocata a cura del Comune: è ancora visibile, murata sulla facciata posteriore dell’attuale monumento.
Il nuovo cippo venne eretto attraverso una sottoscrizione promossa dai famigliari delle vittime e fu inaugurato il 17 novembre 1946, alla presenza del cardinal Maurilio Fossati, del generale Trabucchi, di numerosi comandanti partigiani e delle autorità militari e civili.
Tra gli oratori, don Pollarolo, già cappellano partigiano, il padre di Franco Balbis per l’Associazione delle famiglie dei caduti per la lotta di Liberazione e la madre di Walter Rossi a nome dei famigliari delle vittime dell’eccidio.
In occasione della commemorazione del 2 aprile 1949 le famiglie dei caduti consegnarono ufficialmente il monumento al Comune di Torino.

Bavoso Mario
Nato a Morano sul Po in provincia di Alessandria il 20 maggio 1923, partigiano della 5ª divisione alpina Gl.

Besso Matteo
Nato nella frazione Villar di Bagnolo Piemonte, in provincia di Cuneo, l’11 maggio 1924. Partigiano con il nome di battaglia “Lisa”, catturato nei rastrellamenti in Val Pellice.
Il nome non compare sulla lapide, in assenza di riconoscimento all’atto dell’esumazione: i dati raccolti consentono di identificarlo con uno dei fucilati con un ragionevole margine di certezza.

Bruno Natale
Nato a Biella il 25 dicembre 1911, catturato a Rivoli.

Capatti Olao
Capatti Aldo Antonio, nato a Ferrara il 3 luglio 1923, apprendista. Nel 1932 abitava in via Doglia 62, (oggi Giachino); nel 1936 seguì la famiglia nella città d’origine, ma rientrò a Torino pochi mesi dopo. Appartenente all’11ª brigata Garibaldi con il nome di battaglia Olao, durante i rastrellamenti nelle valli di Lanzo, venne catturato il 15 marzo 1944 con i compagni d’infanzia del Borgo Vittoria di Torino: Antonio Ferrarese, Aldo Gagnor, Sergio Maina, Bruno Negrini; con essi fu portato nelle carceri Nuove di Torino e, dopo una permanenza al primo braccio come ostaggi, vennero consegnati alle SS tedesche.
Una lapide li ricorda anche in via Gramegna 11, insieme ad Alberto Campadelli, fucilato a Cudine di Corio il 17 novembre 1944.

Castagno Luciano
Nato a Sarzana in provincia di La Spezia il 10 luglio 1924, partigiano della 105ª brigata Garibaldi.
La lapide riporta erroneamente Castagna, in luogo di Castagno.

Cumiano Giuseppe
Nato a Orbassano, in provincia di Torino il 1° luglio 1915.

Ferrarese Antonio
Nato a Cavarzere, in provincia di Venezia, il 15 gennaio 1923, meccanico, abitante in corso Brin 14. Partigiano della 2ª divisione Garibaldi, catturato con Capatti, Gagnor, Maina e Negrini il 15 marzo 1944.

Fornero Matteo
Nato a Bibiana in provincia di Torino il 6 luglio 1922, partigiano della 105ª brigata Garibaldi.

Gagnor Aldo
Nato a Torino l’11 maggio 1922, abitante dal giugno 1932 in piazza della Vittoria 9, aggiustatore meccanico, partigiano della 2ª divisione Garibaldi, catturato il 15 marzo 1944 con Capatti, Ferrarese, Maina e Negrini.
Una lapide lo ricorda in corso Trapani 95 co
n Dario Cagno.

Gianotti Carlo
Nato a Torino il 21 dicembre 1925, residente a Trino Vercellese, partigiano della 4ª brigata Garibaldi.

Maina Sergio
Nato a Torino il 4 giugno 1924, partigiano dell’11ª brigata Garibaldi, catturato con Capatti, Ferarrese, Gagnor e Negrini.

Mascia Quirino
Nato a Senarbì, in provincia di Cagliari, il 7 febbraio 1909, residente a Collegno. Partigiano dell’11ª brigata Garibaldi, catturato durante un rastrellamento a Pessinetto, in Val di Lanzo, il 9 marzo 1944.
Nel fondo Associazione nazionale famiglie martiri caduti per la libertà è presente con il nome “Maxia”.

Negrini Bruno
Nato a Stienta, in provincia di Rovigo, il 5 maggio 1926, apprendista.
Nell’ottobre 1935 giunse in città con la famiglia dal paese d’origine e andò ad abitare in via Ciamarella. Partigiano della 8ª brigata Garibaldi, catturato con Capatti, Ferrarese, Gagnor e Maina.

Negro Giuseppe
Nato a Bibiana in provincia di Torino il 17 ottobre 1924, residente a Valdellatorre, partigiano della 5ª divisione Gl.

Pagano Remo
Nato a Torino il 4 maggio 1920, residente a Torino, maestro elementare, comandante di nucleo nella 2ª divisione Garibaldi, catturato a Balme l’8 marzo 1944.

Parussa Luigi
Nato a Torino il 3 gennaio 1926, residente a Torino, elettricista, sappista nel 1° settore cittadino con il nome di battaglia Micron.

Perotti Carlo
Nato a Campiglione Fenile in provincia di Torino il 27 dicembre 1922, residente a Bibiana, partigiano della 105ª brigata Garibaldi.

Piola Andrea
Nato a Carignano in provincia di Torino il 5 dicembre 1922, residente a Carignano, partigiano della 105ª brigata Garibaldi.

Rossi Walter
Nato a Torino il 24 novembre 1924 da famiglia ebraica, partigiano della 105ª brigata Garibaldi col nome di battaglia Zanzara.

Salvitto Ugo Amedeo
Nato a San Severo in provincia di Foggia il 1° aprile 1924, appartenente alla 105ª brigata Garibaldi.

Speranza Ernesto
Nato ad Agira, in provincia di Enna, il 26 novembre 1922, partigiano della 105ª brigata Garibaldi col nome di battaglia Visconti.
Medaglia d’argento al valor militare.

Con loro anche 6 salme non riconosciute.


Fonti:

Aisrp, C 69 a, Oscar, Relazione sui fatti conseguenti la cattura dei garibaldini sulla Romella (Diario delle giornate dal 23 marzo al 7 aprile), Servizio stampa e propaganda della Prima Divisione d’assalto Garibaldi “Piemonte”

Monumento ai caduti a Pian del Lot, “La Fiaccola ardente”, 1, n. 6, agosto 1946
Pian del Lot, “La Fiaccola ardente”, 1, n. 10, dicembre 1946
Sergio Segre, Inaugurazione del monumento a 27 fucilati del Colle della Maddalena, “Battaglia nuova”, 2, n. 47, 30 novembre 1946
G. Marabotto, Un prete in galera, cit., vol. 2, pp. 134-135
Per i 27 martiri del Pian del Lot, “La Fiaccola ardente”, 4, n. 8, marzo 1949
Consiglio Regionale del Piemonte, “La strage del Pian del Lot”, a cura dell’Anpi, Torino, s.d.. L’opuscolo pubblica in appendice il “Diario” di Oscar, in una redazione ampiamente rielaborata dopo la liberazione.
Pierandrea Servetti, “Torino tra guerra e resistenza 1940-1945”. Con riferimenti alla Circoscrizione San Salvario, Cavoretto, Borgo Po, Torino, 8ª Circoscrizione, 1997
“Torino 1938/45. Una guida per la memoria”, cit., pp. 67-68
P. Cordone, “Diario 1943 – 1945”, cit., p. 97

 

Per informazioni:

     A.N.P.I. “Nicola Grosa” www.anpinicolagrosa.it
     A.N.P.I. Provincia di Torino www.anpitorino.it
     Istoreto www.istoreto.it
     Polo del ‘900 www.polodel900.it
     Museotorino www.museotorino.it
     Elenco lapidi Circoscrizione Otto
     Video di “Bella Ciao” eseguita da Paolo Fresu

 

Pian del Lot, riunione in assessorato (3)

Come ricorderete il 9 ottobre scorso siamo stati convocati dall’assessore Antonino Iaria per discutere della nostra proposta sul Pian del Lot, insieme a noi sono stati convocati: la proprietà attuale della cascina e dei terreni, Pro Natura, il Museo della Resistenza, Istoreto e tecnici degli assessorati al verde e alla cultura. Presente anche un funzionario dell’assessorato alla cultura della regione Piemonte.

Ci spiace rendere pubblico prima dell’assessorato il resoconto della riunione, ma è trascorso oltre un mese e riteniamo che iscritti alla sezione Nicola Grosa e tutti coloro i quali hanno aderito alla nostra proposta abbiano il diritto di essere informati e noi il dovere di farlo.

Possiamo commentare che l’incontro è stato molto collaborativo e disteso, pensiamo che nonostante i tempi complicati si possa arrivare ad una riqualificazione dell’area sia dal punto di visto ambientale che storico e all’individuazione di un’area verde da dedicare alle vittime del Covid 19.

La proprietà si è detta disponibile con tutte le avvertenze del caso a rendere accessibile il sentiero che dal sacrario porto alle batterie antiaeree. La regione Piemonte si è detta disponibile a contribuire economicamente al progetto. L’incontro è stato anche occasione per ricordare di intervenire anche su altri luoghi della memoria.

E’ necessaria una convenzione tra comune e proprietà che regolamenti e stabilisca compiti e responsabilità nell’attuare il progetto e nella gestione del luogo.

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi e rendere noto il verbale ufficiale della riunione.

 

Questo comunicato è stato inviato dal presidente della sezione Nicola Grosa, Raffaele Scassellati, a tutti gli iscritti e tutti coloro hanno aderito all’iniziativa. 

 

 

Aggiornamento sulla proposta Pian del Lot (2)

Lo scorso giovedì, 3 settembre, siamo stati convocati insieme a Pro Natura, Istoreto e Museo Diffuso della Resistenza dall’assessore all’urbanistica Iaria per confrontarci in merito alla nostra proposta di dedicare un parco al Pian del Lot alle vittime da coronavirus. 

Esprimiamo soddisfazione per l’apertura di un confronto sull’area che, come potete leggere dal comunicato che riportiamo di seguito, coinvolge l’assessora alla Cultura della Città di Torino, la Soprintendenza, l’attuale proprietà, la Circoscrizione 8, la Regione Piemonte e la Città della Salute con lo scopo di collegare il Sacrario alle batterie anti aeree tramite la realizzazione di un percorso pedonale accessibile al pubblico (in modalità da concordarsi con la proprietà), in modo che queste ultime vengano inserite in un percorso di tutela e memoria. 

Inoltre la nostra iniziativa è stata di stimolo per convocare un nuovo tavolo per riaggiornare e integrare il Protocollo di Intesa – documento che individuava venti luoghi simbolo della Resistenza e della Guerra di Liberazione in città, la loro accessibilità e tutela – firmato in passato tra il Museo della Resistenza, le Associazioni partigiane, la Regione e la Città.

Alleghiamo, per completezza di informazione, anche la risposta dell’assessore Unia all’interpellanza sul Pian del Lot presentata dal consigliere della circoscrizione Otto Augusto Montaruli.

Sarà nostra cura aggiornarvi costantemente sugli sviluppi.


Città di Torino – Informazioni per la Stampa

PIAN DEL LOT. INCONTRO SU LOTTO VENDUTO DALLA CITTÀ DELLA SALUTE AI PRIVATI

 

Lo scorso giovedì si è svolto un incontro  – organizzato dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino con le associazioni A.N.P.I. sezione ‘Nicola Grosa’ (presidente sig. Raffaele Scassellati) e Pro Natura Torino (vice presidente dr. Emilio Soave), l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ (direttore dr. Luciano Boccalatte) e il Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà (presidente dr. Roberto Mastroianni) – per confrontarsi sulle problematiche relative al Pian del Lot in seguito alla vendita a privati da parte della Città della Salute (A.S.O. Molinette, 12/2018) di un lotto di terreno che sorge in prossimità, alla successiva presentazione di un progetto di recupero della Cascina e Villa Raby a uso agrituristico, e al vasto lotto adiacente destinato dal Piano Regolatore a Parco collinare.

All’esterno dell’area ceduta sorge il Sacrario alle Vittime di Pian del Lot, monumento eretto alla memoria dei 27 giovani caduti per rappresaglia nazista il 2 aprile 1944 mentre, all’interno della stessa area, vi sono i resti delle batterie anti aeree.

Nel corso dell’incontro si è concordato di aprire un tavolo di confronto che coinvolga, oltre ai presenti, l’assessora alla Cultura della Città di Torino, la Soprintendenza, l’attuale proprietà, la Circoscrizione 8, la Regione Piemonte e la Città della Salute con lo scopo di collegare il Sacrario alle batterie anti aeree tramite la realizzazione di un percorso pedonale accessibile al pubblico (in modalità da concordarsi con la proprietà), in modo che queste ultime vengano inserite in un percorso di tutela e memoria.

È stato inoltre deciso di convocare un nuovo tavolo per riaggiornare e integrare il Protocollo di Intesa – documento che individuava venti luoghi simbolo della Resistenza e della Guerra di Liberazione in città, la loro accessibilità e tutela – firmato in passato tra il Museo della Resistenza, le Associazioni partigiane, la Regione e la Città.

Torino, 7 settembre 2020 (14:50)

Comunicato nr. 358/20 

 

Aggiornamento sulla proposta Pian del Lot (1)

 

Ringraziando per le adesioni che continuano ad arrivare informiamo sugli sviluppi della nostra proposta. 

La proposta è arrivata in sala consiliare grazie all’iniziativa del vice presidente del consiglio comunale Enzo Lavolta e grazie anche alla risonanza che ha avuto sui giornali. La proposta è anche oggetto di un’interpellanza puntuale che sarà discussa sia in circoscrizione otto sia in consiglio comunale. 

Al momento abbiamo appreso della volontà dell’amministrazione comunale, attraverso le parole dell’assessore Iaria, di tutelare il Pian del Lot e la memoria storica lì presente e la disponibilità ad incontrarci.

Delle intenzioni e della disponibilità siamo riconoscenti ed è per questo che abbiamo scritto alla sindaca e all’assessore la mail che sotto potete leggere.

Nessun riscontro al momento dalla regione Piemonte.

Continuiamo a condividere la proposta e ad aderire. 

Aderite qui dove trovate proposta e adesioni pervenute ad oggi: https://anpi8.wordpress.com/2020/07/20/290/

Gentile Sindaca Appendino

Egregio Assessore Iaria,

Abbiamo seguito con interesse il dibattito di queste ore sul Pian del Lot ed abbiamo apprezzato, durante le comunicazioni all’aula nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Torino, la volontà espressa dall’assessore Iaria di garantire che l’area interessata dalla vendita della Cascina Raby continui ad essere pubblica, accessibile e presidio di memoria per la nostra comunità. A tal fine siamo a richiedere con la presente, appresa la vostra disponibilità e in attesa di una risposta alla nostra lettera, con urgenza un incontro per definire vincoli e progettualità sull’area anche in merito alla nostra proposta di dedicare l’area alle vittime da coronavirus. Proposta che come potete leggere sul nostro sito sta ricevendo adesione anche molto autorevoli e rappresentative della città e non solo.

A seguito del colloquio che definisce scenario e obiettivi siamo disponibili ad incontrare, con voi, la proprietà del sito.

Raffaele Scassellati

Presidente sezione ANPI Nicola Grosa

Covid 19, un parco per chi ci ha lasciati.

Le adesioni sono ora sul post della proposta aggiornata che vi invitiamo a leggere e condividere ed inviata alla sindaca della città di Torino:
https://anpi8.wordpress.com/2020/07/20/290/

 



Il  Presidente della Repubblica ha deciso che il 18 Marzo sia “la giornata dedicata alle vittime del coronavirus” con la piantumazione di un albero in ogni parco e dove possibile crearne uno nuovo. Ispirandoci all’iniziativa del Presidente Mattarella abbiamo deciso di avanzare la nostra proposta, condividendola con associazioni e cittadini, di dedicare un parco che c’è già rendendolo fruibile da tutti.

Alleghiamo la proposta che invieremo, dopo aver raccolto un numero importante di adesioni, al Presidente della regione Piemonte e per conoscenza ai capigruppo del consiglio regionale, alla sindaca della città di Torino e ai capigruppo del consiglio comunale. 

In calce chi ha aderito, l’elenco è in continuo aggiornamento, per aderire inviare una mail di adesione a anpi.circ8@gmail.com

Raffaele Scassellati


Al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio

Per conoscenza

Ai capigruppo del consiglio regionale
Alla sindaca della città di Torino Chiara Appendino
Ai capigruppo
del consiglio comunale
Al presidente e ai consiglieri della circoscrizione otto

Egregio Presidente,

La pandemia da corona virus ha coinvolto tutti, ci hanno lasciato persone cui eravamo legati da affetto, da stima e da un vissuto condiviso. Proprio pensando ad una di queste persone, Angelo Bargiacchi, un nostro iscritto, e alla sua sensibilità verso i temi ambientali e sociali che vogliamo tornare su una proposta dedicandogliela.

La proposta che Le rivolgiamo si riferisce ad un luogo ora abbandonato e di proprietà della Città della salute di Torino: il parco e la cascina del Pian del Lot. Parco e cascina che la Città della salute aveva tentato la vendita di quel luogo attraverso un bando, ma senza alcun risultato.

Noi riteniamo che quel luogo debba tornare alla cittadinanza.

Tempo fa proponemmo senza riuscirci di farne un’azienda agricola solidale e aperta alla cittadinanza. Oggi aggiorniamo quella proposta chiedendo che il parco sia fruibile, visitabile e che il parco sia dedicato alle vittime del corona virus. Pensando ad Angelo, pensando a tutte le vittime della pandemia.

La cascina potrebbe essere affidata ad una realtà del terzo settore che compensi l’assegnazione del luogo con attività di integrazione sociale e di cura del parco.

E’ una proposta che desideriamo condividere e non ci interessa esserne proprietari esclusivi. Ci interessa invece che ciò che è successo lasci un segno e un ricordo. Un segno che tracci la rotta verso una città più solidale e un ricordo dovuto. Per Angelo e per tanti come lui che avevano ancora molto da darci e che purtroppo ci hanno lasciati.

Facciamo in modo, Presidente, che non sia stato tutto inutile.

Noi, insieme alle realtà culturali e sociali che hanno aderito, restiamo in attesa di una sua risposta.

Ringraziandola per l’attenzione e in attesa di una sua risposta, Le auguriamo buon lavoro.

Per la sezione Nicola Grosa dell’ANPI
Il Presidente
Raffaele Scassellati


Hanno aderito e sottoscritto la proposta alla data dell’aggiornamento del post

Associazioni, enti, partiti, istituzione religiose

  1. Donne per la difesa della società civile – www.donnesocietacivile.it
  2. Associazione Mamre Onlus – www.mamreonlus.org
  3. International Help – www.internationalhelp.it
  4. ASAI – www.asai.it
  5. SPI CGIL Lega Otto – www.spicgiltorino.it/lega8/
  6. Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario Onlus – www.sansalvario.org
  7. Chiesa Valdese di Torino – www.torinovaldese.org
  8. Pro Natura Torino – http://torino.pro-natura.it
  9. Gruppo consiliare LeU della Circoscrizione Otto
  10. Partito Democratico di Torino 
  11. Partito Democratico del Piemonte
  12. Circolo Otto del Partito Democratico
  13. Articolo 1 – Sezione Circoscrizione Otto
  14. Telefono Rosa Piemonte – www.telefonorosatorino.it
  15. Terra e Pace –  www.terraepace.it
  16. Associazione Manzoni People –  www.manzonipeople.org
  17. Associazione Culturale Pentesilea – http://www.pentesilea.org
  18. Torino Pride    www.torinopride.it
  19. Associazione Chiesa di Sant’Andrea -Gruppo Brasile Onlus – www.santandreaprogettimondo.org
  20. Camminare Insieme – www.camminare-insieme.it
  21. Associazione sportiva dilettantistica Più Sport8 – www.asdpiusport8.it
  22. Cooperativa Letteraria – www.cooperativaletteraria.it
  23. Italia Viva Torino
  24. Sezione ANPI Caselle-Mappano “Sangina Gregoris”
  25. UISP Piemonte 
  26. Polo Culturale Lombroso16
  27. Associazione Donne Africa Sunsahariana e II generazione
  28. Associazione Manamanà – www.manamana.it
  29. Associazione Cantabile Onlus
  30. Movimento 5 Stelle Torino
  31. AIAPP – Sezione Piemonte e Valle d’Aosta
  32. Associazione Pilonetto Insieme
  33. Gruppo consiliare Torino in Comune della Circoscrizione Otto

Cittadine e cittadini

  1. Mauro Berruto
  2. Daniela Lenzi
  3. Fredo Olivero
  4. Simona Guida
  5. Piera Riffero
  6. Rosanna Barello
  7. Carlo Bassi
  8. Mario Capello
  9. Giorgio Ardito
  10. Francesco Miacola
  11. Sonia Sezzani
  12. Laura Spessa
  13. Francesco Tresso
  14. Davide Ricca
  15. Annarita Merli
  16. Augusto Montaruli
  17. Suad Omar
  18. Marisa Caboni
  19. Luigi Gariano
  20. Loretta Junck
  21. Adriana Carpenzano
  22. Paola Parmentola
  23. Giusi Chieregatti
  24. Patrizia Alfano
  25. Marco Chessa
  26. Paola Christillin
  27. Massimo Pizzoglio
  28. Luigi Gariano
  29. Piergiorgio Scoffone
  30. Adriana Ansaldi
  31. Alessandro Mercuri
  32. Mariella Balbo
  33. Mario Lippi
  34. Annarita Merli
  35. Cristina Girard
  36. Federica Caprioglio
  37. Laura Onofri
  38. Piera Fratini
  39. Tiziana Deambrois
  40. Filippo Dionisio
  41. Gabriella Semeraro
  42. Janet Buhanz
  43. Laura Sedita
  44. Laura Bossi
  45. Laura Sedita
  46. Marisa Dodero
  47. Lara Bossi
  48. Bruno Pochettino
  49. Sara Marconi
  50. Edoardo Garrone
  51. Luisa De Magistris
  52. Isabella Bruschi
  53. Angelina Carlone
  54. Isabella Cellerino
  55. Laura Zimaglia
  56. Cecilia Montaruli
  57. Giovanna Solimando
  58. Serena Martini
  59. Gianvito Potrandolo
  60. Mauro Marino
  61. Luisa Menis
  62. Guido Tiranti
  63. Manuela Fellas
  64. Federico Fornaro
  65. Beatrice Verri
  66. Eleonora Averna
  67. Hassan Khorzom
  68. Bruno Pugliese
  69. Silvana Ranzato
  70. Giorgio Guiot
  71. Enrico Pochettino
  72. Maria Re
  73. Angela Casanova
  74. Alessandro Corsi
  75. Francesca Paola Giannone
  76. Silvio De Nigris
  77. Roberto Albertini
  78. Mario Greco
  79. Caterina Arcangelo
  80. Annamaria Rolando
  81. Daniele Segre
  82. Ferruccio Capitani
  83. Laura Lonardi
  84. Marco Alessandro Giusta
  85. Enrico Pandiani
  86. Giovanni Pagliero
  87. Carlo Currado
  88. Giovanni Beraudo
  89. Liliana Tosi
  90. Novella D’Elisio
  91. Eleonora Asia De Angelis
  92. Francesca Esposito
  93. Giusy De Angelis
  94. Walter De Angelis
  95. Amos Olivero
  96. Michele Olivero
  97. Maria Grazia Molinaro
  98. Esposito Anna
  99. Ilaria Buccoliero
  100. Eleonora Granito
  101. Francesco Buccoliero
  102. Novella D’Elisio
  103. Ludwig De Angelis
  104. Carmela Esposito
  105. Elena Ferro
  106. Jacopo Capitani
  107. Carmelina Nicola
  108. Umberto Capra
  109. Matteo Franceschini Beghini
  110. Daniela Pautasso
  111. Davide Macari
  112. Gianna Cerruti
  113. Susanna Fucini
  114. Mario Cornelio Levi
  115. Laura Sarzana
  116. Luca Barbierato
  117. Anna Mirenzi
  118. Simonetta Benozzo
  119. Gianni Carretta
  120. Fabio Minucci

 

Discorso di Massimo Ottolenghi al Pian del Lot

Alla commemorazione dell’eccidio del Pian del Lot era presente l’avvocato Massimo Ottolenghi, partigiano ed esponente di Giustizia e Liberta, questo il testo del suo discorso che condividiamo.

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Torino Pian del Lot 3 aprile 2013

Questo lembo di terra del Pian del Lot e il poligono del Martinetto – resi sacri dal sangue dei martiri della Resistenza – sono assunti a Luoghi della Memoria, a simboli di rinascita, nonché di resurrezione nella lotta disperata e vittoriosa contro il male supremo: la dittatura del nazifascismo; la negazione della libertà, della giustizia, la distruzione della democrazia.
Noi siamo qui per ricordare.

Il 2 aprile 1944, pochi giorni prima della fucilazione dei componenti del Comitato Militare della Regione Piemonte, dove ora si erge questa stele, una grande fossa comune accolse, falciati dalle raffiche, ancor vivi e agonizzanti, i corpi di 27 giovani.
I loro lamenti, le loro invocazioni furono soffocate da  spietate palate di terra, senza neppure la pietà di un colpo di grazia.

“La Stampa” del 4 aprile 1944, scriveva testualmente:

“Delinquenti abituali, liberati in gran parte dalle carceri, dopo il 25 luglio, dal governo Badoglio, manovrati per guastare il buon accordo fra italiani e germanici, macchiati di delittuose gesta, all’alba di ieri, domenica, sono stati  passati per le armi”.

Oscar (Giovanni Borea), che qualche giorno dopo, ferito al capo solo di striscio, sopravviverà alla propria fucilazione protetto dai corpi dei compagni, era stato condotto dai tedeschi a presenziare  all’eccidio e tramanderà una testimonianza atroce:

“Si udivano raffiche di armi automatiche, … una scena orrenda: partigiani con le mani legate dietro la schiena vengono fatti avanzare verso una grande fossa, entro cui già giacciono compagni falciati, straziati e gementi, … vengono fatti avanzare quattro alla volta. Così cadono dentro la loro tomba… Finito l’eccidio fummo costretti a coprire la fossa nella quale molti dei caduti erano solo feriti. Gemiti, lamenti e invocazioni. Con grande strazio riconobbi la voce del mio amico Benvenuto che invocava e implorava: ‘Mamma’ ”.

Erano 27, ma avrebbero dovuto essere 50 secondo le direttive del generale Karl Wolf comandante della polizia tedesca in Italia e del Colonnello delle SS Walter Rauff.
Il numero sarebbe stato ridotto per intervento del tenente Schmid, capo della Polizia Tedesca a Torino, secondo quanto emerso dai verbali del processo che si svolse a guerra finita, quando si vollero sfumare e alleggerire le responsabilità di tanta infamia tra i comandanti tedeschi.

Durante un loro incontro sarebbe stato convenuto che quel numero ridotto a 27 avrebbe dovuto però costituire un campionario di repressione significativa che colpisse tutte le categorie e comprendesse non solo patrioti prigionieri partigiani, di zone e formazioni diverse rastrellati in città e per le montagne, ma anche operai, persone comuni di varie estrazioni sociali, anche se solo fermate per indagini o colpevoli di essersi trovati nel posto sbagliato in un momento sbagliato.
Enunciata come una rappresaglia, per l’uccisione di un militare tedesco della Falk (contraerea), sorpreso in Torino nei pressi del ponte sul Po nella zona Crimea, in realtà, rispondeva ad una azione preordinata e pianificata per terrorizzare la città a coronamento del grande rastrellamento nelle valli, che avrebbe dovuto sgominare definitivamente le forze partigiane già sfinite dalla fame e dai rigori invernali.
Una vendetta, uno sfogo d’ira dei comandi nazifascisti sorpresi e preoccupati dalla compattezza dello sciopero generale esploso contemporaneamente a Torino e a Milano, nonostante gli arresti  e le deportazioni di operai.
Tra le vittime del Pian del Lot  oltre agli amici della “cricca di Borgo Vittoria” (Antonio Capetti, Antonio Ferrarese, Aldo Gagnor, Sergio Maina, Bruno Negrini, Querino Mascia e Rino Pagano, appartenenti tutti all’XI Brigata Garibaldi e fatti prigionieri nelle Valli di Lanzo) il gruppo di quelli della 105 Garibaldina e della Divisione Alpina GL della Val Pellice. Un partigiano appartenente alle squadre della SAP (Luigi Parussa), artigiani, gruppi di amici di barriera o d artigiani ferraioli, come i fratelli Cumiano, fermati perché trovati in possesso di residuati bellici raccolti per la città.
Tutti indistintamente uniti in un solo mosaico che può e deve rimanere unico e compatto nell’unicità del suo significato e della sua sacralità.
Tutti affratellati nel sangue e nella sventura  come disse nel suo doloroso discorso, tenuto su questa fossa, il 24 novembre del 1946,  la signora Itala Ghiron, madre del martire Walter Rossi, rivolgendosi ad altre madri:
“Ora ognuna noi …. ha 27 figli da onorare!”.
Per parte mia sono in grado di rievocare soltanto uno di loro che fu a me infinitamente caro. Proprio quel ragazzo di pochi anni più vecchio di voi. Ne aveva solo 18.
Era uno studente, e aveva appena superato con merito la Licenza liceale.
Non era un combattente.
Non era un guerriero.
Era un partigiano.
Era un buono, un idealista, un’anima bella.
Un generoso.
Lo chiamavano Zanzara. Fragile con una figura acerba e scarna. In Val Pollice era caduto nelle mani dei suoi carnefici, in occasione di un rastrellamento, per essersi attardato durante il ripiegamento della sua formazione, per tentare di salvare feriti intrasportabili nascondendoli sotto ramaglie e fascine, per sottrarli alla furia della soldataglia tedesca.
Era un infermiere.
Aveva soprattutto la colpa imperdonabile di essere ebreo.
E lui l’aveva dichiarato, quasi come una sfida, in risposta a chi lo aveva accusato di essere un vigliacco perché a 18 anni non era arruolato nelle masnade convocate dal nefasto Manifesto Graziani.
“Io sono un ebreo… per me la vita è sacra!”.
Queste le parole che l’avrebbero perduto.

Per onorare le vittime di questo eccidio, senza cadere nella retorica e perdersi nella coreografia di sempre, soprattutto, oggi, di fronte a questi ragazzi che sono il solo nostro futuro, quel futuro per cui si sono sacrificati tanti martiri, non vi è parola né pensiero adeguato, può esserci solo silenzio e riflessione.
Quando mi è stato prospettato l’onore di intervenire a questa manifestazione, subito mi è sorto un interrogativo assillante. Un interrogativo che devo porre anche a voi, impellente e bruciante.
Un interrogativo che non si può eludere.
Un interrogativo che impone una risposta a tutti noi e a tutti gli italiani.
Che impone una risposta.
Oggi siamo noi ancor degni di dire, di parlare, di invocare valori?
Di ricordare di commemorare e soprattutto di onorare questi morti?
In coscienza purtroppo “NO!”.  Questa è la sola risposta.
La sola che ho sentito salire immediata, bruciante e umiliante.
Non si può, testimoniare, far rivivere ricordi dolorosi e pur anche solo onorare caduti e rievocarne la storia se dal loro sacrificio non se ne è ricavato insegnamento.
Non si può, se non si è quantomeno tentato e imparato a difendere quei valori per i quali essi si sono battuti e sacrificati.
Non si può, se non si è capito che LIBERTA’ GIUSTIZIA e DEMOCRAZIA, una volta conquistate, vanno difese, a qualunque prezzo.
Gli italiani tutti, purtroppo, anche quelli della mia generazione (che pure ha apportato con tanto sacrificio il gran dono della Costituzione), hanno permesso che questa venisse calpestata e offesa, che le istituzioni venissero occupate da caste e camarille, da uomini indegni che ne hanno fatto scempio e strame, strumento di poteri particolari e personali contro lo Stato stesso.
Tutti sudditi, anziché cittadini, proni alla ricerca di “padroni”, di “Uomini della Provvidenza”, di “guru”, saltimbanchi e ciurmadori, dispensatori della miracolosa Dulcamara…
Tutti quanti nella speranza di partecipare al banchetto: i furbi di sempre.
Di fronte a questi ragazzi che sono il futuro noi, ai nostri caduti e a loro non possiamo che rivolgere una parola, “Perdono”.

25 Aprile, celebriamolo con l’ANPI

Stiamo arrivando al mese più intenso per noi dell’ANPI, il mese con più impegni, il mese della memoria e della celebrazione della Resistenza. Invitiamo tutti, iscritti simpatizzanti e cittadini, a partecipare alle manifestazioni organizzate dall’ANPI torinese e dalla nostra sezione. Ci piace evidenziare la nostra iniziativa “Corsa di Resistenza”, sarà una grande giornata dedicata ai “ragazzi” della Resistenza e i ragazzi di oggi saranno i protagonisti.

Di seguito l’elenco delle inziative per data.

  •    2 Aprile ore 10:00 cerimonia al Pian del Lot
  •    5 Aprile ore 10:00 cerimonia al Martinetto
  •    20 Aprile ore 16:30 cerimonia alla Microtecnica (Piazza Graf)
  •    22 Aprile dalle ore 9:00 alle 22:30 “Corsa di Resistenza”: corsa podistica, percorso per i luoghi della memoria e festa con concerto nella Circoscrizione Otto. A breve programma dettagliato.
  •    23 Aprile ore 10:00 cerimonia alla caserma La Marmora in via Asti, 22.
  •    24 Aprile ore 20:30 Fiaccolata, partenza da piazza Arbarello e chiusura in piazza Castello.
  •    25 Aprile 2012 Cerimonia organizzata dalla nostra sezione a Cavoretto. Dopo la cerimonia ci sarà il pranzo presso il Circolo La Tesorina, vedi qui il programma dettagliato ( 25 Aprile a Cavoretto) e indicazione su come prenotare (Prenotare).