Il Valdese Casa di Comunità, noi aderiamo

Insieme ad altre realtà associative del quartiere la nostra sezione ha aderito all’appello promosso dalle Donne per la difesa della società civile che chiede che l’Ospedale Valdese diventi casa di comunità. Di seguito il testo della lettera inviata dall’associazione.

All’attenzione de:

Il Presidente della Regione Piemonte

L’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

Il Sindaco della Città di Torino

L’Assessore alle Politiche Sociali della città di Torino

Il Presidente della Circoscrizione 8

Il coordinatore della Commissione 4 della Circoscrizione 8 

Il Direttore generale dell’ASL Città di Torino

E per conoscenza:

all’ordine dei medici

all’ordine degli infermieri

all’ordine degli assistenti sociali

all’ordine Professionisti sanitari

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CHIEDIAMO DI REALIZZARE LA “CASA DELLA COMUNITÀ”  NELL’ EX OSPEDALE EVANGELICO VALDESE

Tra i vari problemi che maggiormente incidono sulla vita della cittadinanza uno dei più rilevanti è sicuramente quello che riguarda la salute.

Nell’indagine svolta dall’Associazione Donne per la Difesa della Società Civile con una trentina di interviste a donne di tutto il territorio, per individuare concretamente i servizi prioritari nell’attuazione della “Città dei 15 minuti”, è emerso come il tema della sanità sia il più sentito dalla popolazione e un elemento determinante per la città efficiente e accogliente che tutte/i auspichiamo di abitare.
Già prima della pandemia si era resa evidente la necessità di un cambiamento nell’assistenza sanitaria territoriale nella città di Torino. Il massiccio aumento delle degenze negli ospedali durante il periodo  Covid e la conseguente occupazione dei posti letto (come affermato nel DGR 23-3080 della Regione Piemonte) oltre che per le necessità della pandemia anche per le carenze della medicina territoriale, dimostra che c’è  grande necessità di una Assistenza Territoriale efficiente, integrata con  i servizi sociali per attivare percorsi di  prevenzione, assistenza e cura efficaci in un’ottica di  tutela reale della salute pubblica.
Infatti, la mancanza di un sistema di medicina  territoriale e di cure primarie  ha tra le sue  conseguenze un riversarsi della popolazione che necessita di interventi sanitari, talvolta urgenti anche se non gravi, sui Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere più prossime che vengono quindi sovraccaricati da un eccesso di richiesta di prestazioni spesso risolvibili attraverso l’assistenza di base. 

Nel PNRR si prevede che il fulcro delle prestazioni territoriali e sociosanitarie siano le Case di Comunità. Per il Piemonte è stata indicata l’apertura di 93 case di comunità, di cui 17 per la città di Torino.

I fondi stanzianti con il  PNRR, come previsto nella Missione 6 rappresentano quindi un’occasione da non perdere per la riorganizzazione della sanità territoriale. 

Nello specifico, il quartiere di San Salvario (60.000 abitanti circa) della Circoscrizione 8 della Città di Torino, dispone di due strutture: il Poliambulatorio di Via Silvio Pellico 28 e l’ex Ospedale Evangelico Valdese sito in Via Silvio Pellico 19, sottoposto a recente ristrutturazione e riqualificazione. 

In particolar modo la struttura “Ex Ospedale Valdese” il cui modello organizzativo è stato un fiore all’occhiello della sanità Torinese e del nostro quartiere, chiuso nel 2013, 

causando malessere e insoddisfazione tra i cittadini, è stato riaperto nel   2017 come Casa della Salute ma  fattivamente non è mai decollato totalmente in questo ruolo,  sia perché non presentava le caratteristiche tipiche della Casa della Salute ma soprattutto per la scarsa connessione con la realtà territoriale. 

La sua collocazione lo rende nel quartiere San Salvario un “Luogo fisico di prossimità e di facile individuazione dove la comunità può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e socio-sanitaria” ed è di facile accessibilità con i mezzi pubblici (Metro, linee 8, 67, 9, 16, 4). Questo è particolarmente importante poiché anche in San Salvario l’età media degli abitanti è elevata, con sempre maggiori bisogni sanitari che debbono essere soddisfatti agevolmente. Le caratteristiche architettoniche e la dimensione dell’edificio ne fanno, del resto, la sede ideale per la Casa della Comunità, mentre l’attuale sottoutilizzo si configura come un inaccettabile spreco.

Noi chiediamo quindi che alle attività già oggi esistenti nell’ex Ospedale Evangelico Valdese siano affiancate tutte quelle individuate per la Casa della Comunità hub, tra cui: 

– Équipe multiprofessionali (MMG, PLS, Continuità Assistenziale, Specialisti 
   Ambulatoriali, infermieri e altri professionisti sanitari e sociosanitari)

– Presenza medica h24 – 7 giorni su 7 anche attraverso l’integrazione della Continuità

   Assistenziale;

– Presenza infermieristica h12 – 7 giorni su 7, inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia
   e Comunità (IFeC) per la gestione integrata delle patologie croniche;

– Sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale;

– Punto Unico di Accesso (PUA) sanitario e sociale;

– Punto prelievi;

– Programmi di screening;

– Servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità anche attraverso strumenti 
  di telemedicina 

– Servizio di assistenza domiciliare di base;

– Partecipazione della Comunità e valorizzazione  attraverso le associazioni

   di cittadini e volontariato.

Sarà certo necessario un ampliamento dell’organico: del resto le criticità emerse con la pandemia hanno dimostrato che è comunque molto importante investire nel personale socio-sanitario: medici, infermieri, assistenti sociali, professionisti sanitari dell’area tecnica, assistenziale, di riabilitazione e prevenzione ecc..

Crediamo che la scelta di restituire ai cittadini l’ex Ospedale Evangelico Valdese come Casa della Comunità sia un modo appropriato di utilizzare i Fondi Europei, portando il servizio sanitario più vicino a tutti i cittadini e soprattutto il modo per garantire la salute a chi è più fragile e ha maggiori difficoltà. 

Proponiamo alle Istituzioni questa nostra richiesta,  condivisa con  altre associazioni, perché crediamo che una partecipazione informata e propositiva da parte dei cittadini sia non solo di grande interesse  per le Istituzioni stesse, ma il fondamento della vita democratica e come associazione Donne per la Difesa della Società Civile da anni ci attiviamo per praticarla.

Associazione Donne per la Difesa della Società Civile

Torino, 29.11.2021 

Aderiscono alla richiesta dell’associazione Donne per la difesa della società civile di rendere “Casa 

della Comunità hub”  l’ex Ospedale Evangelico Valdese :

Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario onlus

Anpi Nicola Grosa

ASAI

Emporium Torino

Gruppo Abele

LaQUP APS

Manzoni people

Miranda

OPLA – Organizzazione per l’Abitare

Opportunanda

Pentesilea

Polo Culturale Lombroso 16

Solco

Spi-cgil L8

Tiarè

Verde Essenza

 

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