ANPI Nicola Grosa aderisce e invita alla manifestazione contro la guerra

“Con la guerra si prepara solo un’altra guerra” Gino Strada

ANPI Nicola Grosa aderisce e invita alla manifestazione organizzata dal coordinamento AGiTe Piemonte: coordinamento di cittadine e cittadini, associazioni, enti e istituzioni locali contro l’Atomica, tutte le Guerre e i TErrorismi.

Invitiamo tutte e tutti al presidio di sabato 26 febbraio 2022 a parre dalle ore 11:00 – Piazza Castello fronte Prefeura – Torino

Qui la locandina


Siamo in buona compagnia: hanno aderito (aggiornamento 22 febbraio 2022)

ACLI Provinciali di Torino | Acmos | Ambiente Scienze Circolo Culturale | Anoni- ma Fume# | ANPI della sesta sezione di barriera di Milano Renato Martorelli | ANPI provinciale torino | ANPI Sez. Ivrea e Basso Canavese | ANPI sez. Nicola Grosa di San Salvario | APE CONFEDILIZIA | ARCI | Arci Servizio Civile Piemonte | Arcolo Uno Torino | Assemblea Spirituale Locale dei Baha’i di Torino | ASSI- DAT COLF | Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Zona Torino | Associa- zione Due Fiumi – Se#mo T.se | Associazione IL MANIFESTO DI TORINO | Asso- ciazione Radicale Adelaide Agliea | Aac Torino | Benvenu in Italia | Casa Umanista | Centro Auser di Torino | Centro documentazione pace di Ivrea | Centro Esperanto di Torino | Centro Gandhi Ivrea | Centro Italiano Femminile della Regione Piemonte | Centro Psicopedagogico per l’educazione e la geso- ne dei confli# | Centro Studi Sereno Regis Torino | CGIL Torino | Chiesa di Scientology di Torino | Chiesa Evangelica Valdese di Torino | CIFA Onlus | Circo- lo PD 8 – San Salvario, Cavoreo, Borgo Po | CISL Torino | Colle#vo Azione Pa- ce | Comitato Collaborazione Medica CCM | Comitato di ciadinanza a#va Ri- valta Sostenibile | Comitato Pace e Cooperazione Internazionale di Chieri | Co- mitato provinciale Acqua Pubblica Torino | Comitato Senzatomica | Comunità di Base Torino | Comunità S. Rocco | Consorzio Ong Piemontesi | Coordinamen- to Comuni per la pace della provincia di Torino (Co.Co.Pa.) | Coordinamento di Libera di Ivrea e Canavese | Coordinamento NonSoloAsilo | Delegazione Pie- monte dei volontari di Servizio Civile Nazionale | DI-SVI (Disarmo e Sviluppo) | Donne in Nero della Casa delle Donne di Torino | Emergency Canavese | Emer- gency Torino | FIDAPA BPW Italy Nazionale | FIDAPA BPW Italy Sez. Torino | Focsiv | Fondazione Istuto piemontese A. Gramsci | Good Samaritan | Gruppo ASSEFA Torino | Gruppo interreligioso Insieme per la pace di Torino | il Foglio – mensile torinese | Interdependence | Istuto Buddista Italiano Soka Gakkai | Laboratorio per la pace di Galliate | Legambiente del Vercellese | Legambiente Dora Baltea | LVIA | MAIS | Medicina Democraca | MIR-MN Piemonte e Valle D’Aosta | Movimento dei Focolari – Piemonte | MPpU – Piemonte | Nessun uomo è un’isola | Noi siamo con voi | Nuova Cultura di Pace | Nuova Genera- zione per il bene comune | Parto della Rifondazione Comunista – Sinistra Eu- ropea di Torino | Parto Umanista di Torino | Pax Chris Torino | PD provincia Torino | Ponte fra Italia e Giappone – TomoAmici | Pro Natura Torino | Pro Na- tura Vercelli | RE.TE.ONG | Religions for Peace Italia | Rete 21 Marzo | Rete- ECO | Sermig – Fraternita’ della Speranza | UIL Torino | Un Ponte Per – Torino | Viviamo Ivrea

Due bandiere per la pace

“Si fermi il frastuono delle armi. Non si costruisce la pace distruggendo l’altro” Papa Francesco.

La nostra sezione non può che accogliere l’appello di Gad Lerner: “Affianchiamo la protesta contro i guerrafondai le bandiere di Israele e Palestina”. Appello che potete che potete leggere sotto per intero. 

La nostra sezione non può che accoglierlo, sottoscriverlo e invitare forze politiche, associazioni realtà religiose e cittadini a farlo.  L’appello è coerente con il nostro lavoro di facilitatore di incontri tra le diverse realtà religiose del quartiere San Salvario e il mondo laico: noi che abbiamo “accompagnato” l’imam in sinagoga e il rabbino in moschea;  che abbiamo offerto la Costituzione in arabo in moschea; che abbiamo riunito nelle piazze del quartiere, nelle biblioteche, nella casa del quartiere rappresentanti della Chiesa Valdese, della Moschea, del mondo ebraico e della Chiesa Cattolica. 

Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina va oltre una guerra tra stati, è ormai odio etnico e religioso, è caccia all’uomo. Scrive Gad Lerner: “Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa.” Quello che sta accadendo tra Israele e Palestina è contagioso, questo contagio va fermato perché potrebbe avvelenare anche luoghi come il nostro quartiere. 

Dobbiamo riprendere tutte le iniziative che ci vedano di nuovo tutti insieme. A cominciare da questa: “Due bandiere per la pace”.

Per aderire basta commentare sotto il post.


L’articolo appello di Gad Lerner

AFFIANCHIAMO NELLA PROTESTA CONTRO I GUERRAFONDAI LE BANDIERE D’ISRAELE E PALESTINA

Osserviamo costernati le manifestazioni in cui viene bruciata la bandiera israeliana e anche tanti giovani immigrati di seconda generazione gridano in arabo “yahoud kalabna”, “gli ebrei sono i nostri cani”. A loro la memoria della Shoah dice poco o nulla, al cospetto delle sofferenze dei palestinesi. Anche a causa di quelle immagini la paura di criticare Israele ci paralizza, soprattutto mentre piovono razzi sulle sue città. Ma dobbiamo pur dircelo: del nostro imbarazzato tacere stanno approfittando i fanatici che si promettono morte fra vicini di casa. Come la notte del 22 aprile scorso, quando squadristi dell’estrema destra a Gerusalemme assalivano per strada i loro concittadini palestinesi al grido “mavet laaravim”, “morte agli arabi”, provocando 105 feriti, per vendicarsi della diffusione di un video in cui un ebreo ortodosso veniva sopraffatto e umiliato. Oggi che la guerra infuria non solo ai confini d’Israele ma nel cuore delle città-miste, rendendole invivibili, la minoranza che laggiù si sforza di praticare l’alternativa di una pace fra uguali viene accusata di tradimento. Gli estremisti che chiedono l’”ebraicizzazione” e perfino l’esodo forzato degli arabi, hanno già i numeri per condizionare gli equilibri di governo. E gettano benzina sul fuoco per contare sempre di più. Ormai mi sono abituato a sopportare questa accusa di tradimento, estesa peraltro a tanti israeliani che la pensano come me. Ma credo sia giunto il momento che i democratici italiani, proprio perché preoccupati per la sicurezza presente e futura dello Stato d’Israele, imparino a esprimergli a voce alta le critiche sussurrate lontano dai riflettori. Da veri amici. Si facciano promotori di manifestazioni contro i guerrafondai in cui possano sfilare una accanto all’altra le bandiere d’Israele e della Palestina. Senza pericolo di venir bruciate.